PRIMO PIANO: Caccia al cinghiale, approvato dal Consiglio Comunale di Alatri l’ordine del giorno proposto da Maggi

Approvato all’unanimità l’ordine del giorno proposto dal Consigliere Comunale di Alatri Maurizio Maggi sulla caccia al cinghiale che sta arrecando notevoli danni alle colture del territorio. La massima assise cittadina chiede così al Sindaco Giuseppe Morini di convocare con urgenza tutte le associazioni i categoria legalmente riconosciute per avviare un serio confronto e formulare una proposta unitaria da sottoporre agli organi competenti la gestione della caccia per favorire la soluzione del problema.

Ecco di seguito il testo integrale dell’ordine del giorno:

Oggetto: problematiche riguardante la caccia al cinghiale

Cattura

PRIMO PIANO: Stop alla caccia nel versante laziale del Parco Nazionale D’Abruzzo. Lo ha deciso il Tar

Parco_nazionale_d'Abruzzo

(DIRE) – Il Presidente del Tar Lazio ha accolto (con Decreto n. 11727 del 23/10/208) il ricorso delle Associazioni ENPA, LAC, LAV e WWF Italia con cui si chiedeva la sospensione dell’atto, approvato a fine settembre dal presidente della Regione Lazio, che autorizzava in maniera del tutto illegittima e insensata “il prelievo venatorio nel versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle zone Speciali di conservazione con presenza di Orso marsicano”. L’avvocato Valentina Stefutti, che ha curato il ricorso, aveva evidenziato al Giudice amministrativo come la Regione Lazio non avesse nemmeno richiesto l’obbligatorio parere a Ispra (massimo organo di consulenza tecnico-scientifica dello Stato in queste materie) che si era comunque già espressa in maniera negativa, raccomandando di “assicurare il divieto di caccia nell’area di protezione esterna del P.N. D’Abruzzo (…) vista l’urgente necessita’ di tutelare il nucleo di esemplari di orso marsicano presente nella regione Lazio”. La caccia nelle aree di protezione esterna dei Parchi (ricordiamo che nelle aree protette è del tutto vietata qualsiasi forma di uccisione di animali selvatici che non siano i cd. “abbattimenti selettivi”) è una forma di caccia, se possibile, ancora più deleteria di quella svolta in altre aree perché reca gravissimo disturbo agli animali che vivono nei parchi. In questo caso parliamo di una specie super protetta e rara come l’orso marsicano. Da oggi quindi nelle aree classificate come “contigue” al Parco d’Abruzzo nella parte laziale e’ vietata qualsiasi forma di caccia. Le associazioni ENPA, LAC, LAV e WWF Italia vigileranno con le proprie Guardie volontarie affinché le doppiette stiano alla larga dal parco e dagli orsi.

Le Associazioni hanno anche impugnato il calendario venatorio della regione Lazio, ricorso che verra’ discusso a breve, e auspicano che anche questo abbia lo esito positivo. In due mesi la Regione Lazio ha inanellato 3 provvedimenti che e’ difficile non definire una marcia indietro delle sue politiche ambientali. Il primo e’ stato pubblicato sul BUR il 6 agosto e riguardava la presentazione delle candidature per i membri del Consiglio Direttivo di 12 aree protette del Lazio; la scadenza era fissata il 10 settembre e come prevedibile (e previsto) molte associazioni ambientaliste non sono nemmeno venute a conoscenza del bando. Perche’ tanta fretta e perche’ la scelta del periodo estivo? In passato il bando era preceduto da una diffusa interlocuzione che assicurava una qualificata partecipazione, ora si e’ adottato un metodo che sembra derivato dai concorsi universitari degli anni settanta; formalmente corretto, sostanzialmente errato, se si vuole stimolare la partecipazione. Il secondo provvedimento, la proposta di legge 55/2018, contiene nella sua versione originaria (non e’ disponibile il testo esito del dibattito consiliare) un attacco frontale alla credibilita’ e natura dei Piani di Assetto delle aree protette, strumento essenziale ed insostituibile di tutela. L’art. 3, infatti, modificando la LR 29/1997 prevede che l’approvazione dei Piani di Assetto venga operata dalla Giunta Regionale, escludendo il Consiglio e con la sola acquisizione – obbligatoria ma non vincolante – della Commissione consiliare competente. Atteso che il Piano di Assetto dell’area protetta, ai sensi della L. 394/91, ha valore di piano urbanistico e sostituisce i piani territoriali o urbanistici di qualsiasi livello – tutti piani approvati dai Consigli degli Enti promotori – la norma risulta palesemente illegittima. Dalla stampa si apprende che in Consiglio tale norma sia stata modificata, ma solo per introdurre l’approvazione dei Piani di Assetto con il silenzio assenso, e sempre da parte della Giunta: se cosi’ fosse cambierebbe poco. Il terzo atto e’ se possibile ancora piu’ grave. La Giunta regionale ha approvato infatti un calendario venatorio pieno di illegittimita’, ignorando i pareri dell’Ispra, l’Istituto scientifico di riferimento per la fauna e la biodiversita’ del nostro Paese. L’Ispra aveva espresso un parere fortemente negativo sulle misure che si volevano adottare in materia di specie cacciabili, carnieri, apertura della caccia prima del primo ottobre, prolungamento della stagione venatoria nella fase di migrazione verso i luoghi di nidificazione, orari di caccia. Una bocciatura su tutta la linea di cui la Giunta non ha voluto tenere alcun conto, violando sia la Direttiva Europea “Uccelli” che la legge 157/92.

 

PRIMO PIANO: caccia al cinghiale vicino alle abitazioni a Veroli, parte l’esposto

 

20171118174620-image

Un esposto denuncia contro le battute di caccia che si stanno pericolosamente ripetendo nelle vicinanze di case e abitazioni. E’ quanto presentato da alcuni residenti di Veroli al sindaco Simone Cretaro, alle forze dell’ordine e alle istituzioni regionali chiedendo loro l’immediato intervento. L’esposto è stato firmato dagli abitanti di Via Crocifisso, cda Castello, Via Piacentini, Coste San Giacomo, denunciando il comportamento scorretto di una squadra di caccia al cinghiale che ha delimitato con alcune tabelle la zona che, come detto, comprende abitazioni e stalle di animali. I cittadini nella missiva hanno sottolineato di aver timore per la propria incolumità alla luce degli ultimi incidenti che si sono verificati e dunque chiedono al sindaco di intervenire per impedire qualsiasi battuta di caccia nelle vicinanze di abitazioni, far rimuovere le tabelle apposte in modo illegittimo e farle posizionare a molti km di distanza per non costringere i residenti verolani a non rinchiudersi dentro casa per non correre il pericolo di venire colpiti da qualche pallottola sparata ai cinghiali: “Siamo favorevoli all’attività venatoria – sottolineano gli abitanti – soprattutto quella al cinghiale che sta arrecando danni alle coltivazioni causando anche incidenti stradali con feriti più o meno gravi. E’ fondamentale però il rispetto di tutte le leggi che regolano la caccia e soprattutto delle distanze per non arrecare danni alle popolazioni”.

PRIMO PIANO: Cacciatori in attesa dell’abilitazione, il Presidente Crocetta scrive a Zingaretti

ANUU REGIONE LAZIO

Al Presidente della Regione Lazio

On. Le Nicola Zingaretti

 

Egregio Presidente

Con la presente, a nome e per conto dell’Associazione di cui mi onoro di rappresentare, sono a manifestarle un grave problema per il nostro mondo venatorio regionale.

A seguito delle recenti elezioni regionali, tutte le commissioni di esami abilitazione venatoria delle cinque Provincie del Lazio, sono state sospese, e che le stesse debbono essere rinominate con decreto del Presidente Regionale.

Mi preme sottolineare, che sono giacenti presso le stesse commissioni, oltre 500 richieste di aspiranti cacciatori in attesa di sostenere l’esame per l’abilitazione venatoria, causando problemi anche alla certificazione medica presentata a suo tempo, e che per gli effetti, rischiano di scadere la loro validità, comportando così, oltre a sottoporsi a nuova visita medica, anche un notevole esborso economico a loro carico, imputabili esclusivamente ai ritardi della Regione.

Le chiedo pertanto, Egregio Presidente, di nominare quanto prima, le nuove commissioni di esami venatori, o in alternativa, di prorogare le stesse, sino allo smaltimento delle richieste esistenti.

Certo di un suo interessamento al problema prospettato, cordialmente La saluto.

Sora, 11.06.2018

Il Presidente

                                                                                                                           Paolo Crocetta

PRIMO PIANO: Incidente di caccia ad Imperia, il cordoglio dell’Anuu Lazio e le proposte di riforma del settore

ANUU REGIONE LAZIO

Dopo il tragico incidente accaduto in un bosco vicino ad Imperia nel quale ha perso la vita un giovanissimo “escursionista” (alla cui famiglia va tutto il nostro cordoglio ed affetto), sentiamo il dovere di svolgere alcune riflessioni al fine di stimolare un giusto intervento da parte di tutti coloro che gestiscono il territorio agro-silvo pastorale e che, in particolare, hanno a che fare con quel mondo venatorio che, se da un lato, è ricco di fascino ed attrattiva, dall’altro richiede estrema cautela ed attenzione da parte di tutti coloro che lo frequentano a causa della sua intrinseca pericolosità.

            E’ nostra ferma convinzione che debbano essere studiate una serie di accortezze per tutelare, al meglio, tutti coloro che, a vario titolo, entrano in contatto con la natura, ma tutto ciò deve essere fatto senza dimenticare le legittime esigenze di tutti quei cacciatori (certamente la stragrande maggioranza) che esercitano, con passione, rispetto ed attenzione, l’arte venatoria.

            Per quel che riguarda, in particolare, la caccia al cinghiale (la cui eccessiva diffusione è diventata una vera e propria piaga sociale) ci sentiamo di suggerire i seguenti accorgimenti: Per poter iniziare la caccia agli ungulati (cinghiali) occorre aver preso la licenza da caccia da almeno 10 anni;

  • obbligo di avere una relazione comportamentale firmata dal capo squadra e almeno da uno dei vice capo squadra nella quale si attesta la partecipazione ad almeno 50/100 battute come ospite e senza fucile, per tutti coloro che vogliono far parte della squadra di caccia al cinghiale, sia come iscritto che come ospite,;
  • obbligo da parte delle associazioni che rappresentano la categoria dei cacciatori i cinghiali di organizzare specifici corsi di aggiornamento diretti da professionisti esperti (per es. ufficiali delle Forze dell’ Ordine, tiratori scelti) con il rilascio di attestati di specifica qualificazione;
  • pene severissime per chi ha la responsabilità accertata per danni arrecati con l’uso di armi pericolose (ad es. l’arma rigata e con calibro elevato);
  • obbligo da parte della squadra che ha in gestione la zona di caccia al cinghiale di installare apparecchi luminosi a LED a distanze ben visibili tra di loro, in modo tale da segnalare adeguatamente la presenza di una battuta di caccia.

Sarebbe il caso, poi, di suggerire e/o imporre a tutte quelle persone che si addentrano nei boschi soprattutto nel periodo dell’attività venatoria (ad es. in cerca di funghi o anche solo per una passeggiata) di indossare (come imposto ai cacciatori di cinghiali) un giubbetto ad alta visibilità.

Gli stessi accorgimenti, infine, andrebbero utilizzati anche nelle c.d. “zone bianche” dove attualmente non è prevista alcuna segnalazione.

Per ultimo, ma non in ordine di importanza, riteniamo assolutamente importante ed essenziale, l’intervento di S.E. il Prefetto al fine di convocare, con l’urgenza che il caso richiede, un tavolo di concertazione con tutte le associazioni interessate al fine di evitare facili strumentazioni da parte dei soliti detrattori, a difesa della stragrande maggioranza dei cittadini-cacciatori che esercitano l’attività venatoria con grande passione, professionalità e nel pieno rispetto delle norme sia nazionali che regionali.

Quanto sopra anche al fine di evitare che in futuro possano essere pubblicati, con estrema disinvoltura, articoli, come quello apparso su “Il Giornale” in data 1 ottobre, in cui si definisce la caccia come quella “pratica che ogni anno causa milioni di vittime e decine di vittime umane” ovvero possano essere effettuate proposte superficiali e prive di significato come quella avanzata dall’On.le Ministro dell’Ambiente di vietare la caccia di domenica (fino a prova contraria la domenica e l’unico giorno libero anche per noi cacciatori!).

Il tutto nella ferma convinzione che solo unendo le forze e manifestando unità di intenti si potrà giungere ad un punto di incontro ed equilibrio che consenta di garantire un legittimo quanto sicuro esercizio della nostra amata attività venatoria.

PRIMO PIANO: Anuu Lazio, ecco la disciplina per la stagione venatoria 2018/2019

ANUUsfondoNewsLa Regione Lazio ha adottato per la stagione venatoria 2018/2019, il documento che “Disciplina dell’esercizio venatorio nell’area di protezione esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, versante laziale”.

Ad annunciarlo è l’associazione dei migratoristi per la conservazione dell’ambiente Anuu.

Per la stagione venatoria 2018/2019, nell’area di protezione esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, versante laziale, l’esercizio venatorio è consentito nella forma della caccia controllata.

L’area è suddivisa così:

– Sottozona A, che, secondo quanto stabilito nel protocollo d’intesa per la salvaguardia dell’orso Marsicano sottoscritto dalla Provincia di Frosinone e dall’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise il 22 dicembre 2005, interessa una superficie complessiva di circa 2.000 ettari, ai confini con il territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise;

– Sottozona B, che interessa tutta la restante superficie.

Nella Sottozona A è preclusa ogni forma di esercizio venatorio. La Direzione Regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette metterà a disposizione delle associazioni o dei singoli cittadini che ne facciano richiesta copia di detta cartografia.

Nella Sottozona B, l’esercizio dell’attività venatoria è consentito nella forma della caccia controllata, riservata ai soli cacciatori residenti dei Comuni del versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dell’area di protezione esterna, purché iscritti all’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) denominato FR1, nel rispetto di un carico venatorio di 1 cacciatore per 40 ettari.

In deroga a quanto previsto la caccia al Cinghiale nell’area di protezione esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, versante laziale Sottozona B, è consentita unicamente nel periodo dal 1 novembre 2018 al 31 gennaio 2019 nei giorni di mercoledì, sabato e domenica, secondo gli orari indicati nel disciplinare regionale.

L’Organismo di gestione dell’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) FR1, provvederà alla gestione dei piani e dei programmi di prelievo e a regolamentare, con il criterio della mobilità giornaliera, il numero dei cacciatori ammissibili, trasmettendo, con almeno due giorni di anticipo, all’Area Decentrata Agricoltura di Frosinone e all’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise l’elenco mensile degli ammessi. Prima dell’apertura della stagione venatoria l’ADA di Frosinone, definirà, nell’area di protezione esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, le modalità per la rilevazione dei dati e delle informazioni sulla popolazione di cinghiale anche attraverso i verbali di abbattimento.