Aumento massimali assicurativi, l’intervento dalla Cabina di Regia

Il mondo venatorio rappresentato dalle Associazioni Riconosciute (Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina) e dal CNCN-Comitato Nazionale Caccia e Natura, ha preso atto del Decreto Ministeriale 23.12.2020 del Ministero delle Politiche Agricole, che ha stabilito un aumento dei massimali delle polizze assicurative per i danni derivanti dall’uso delle armi.

Innanzi tutto ci preme rassicurare tutti i cacciatori che possono continuare a praticare l’attività venatoria senza alcun problema. Inoltre, dato che l’aumento dei massimali potrà produrre degli aumenti anche consistenti sui premi delle polizze sottoscritte, le singole Associazioni Venatorie Nazionali Riconosciute, in questi giorni, stanno interagendo con le proprie compagnie assicuratrici per trattare su costi, tempi e modalità di integrazioni delle polizze in essere.
La cabina di regia è inoltre attivamente impegnata per un’azione in sede politica e di governo per evidenziare alle Istituzioni le incongruità e i gravi effetti determinati dalla citata norma e per proporre un tempestivo e adeguato emendamento tendente quantomeno al differimento temporale della sua entrata in vigore e alla elisione di ogni immediato effetto negativo.

Stagione venatoria, Cabina di Regia: diminuiscono incidenti e vittime

Le associazioni venatorie riconosciute (Federcaccia, Enalcaccia, ANLC, Arcicaccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, EPS) e il CNCN – Comitato Nazionale caccia e Natura, riunite nella Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio, confermano la necessità di proseguire con costante impegno l’attività di sensibilizzazione sui temi della sicurezza nella pratica della caccia, nonostante i risultati apparentemente incoraggianti emersi dalla ricerca annuale dell’Università degli Studi di Urbino sul trend degli incidenti conseguenti alla pratica venatoria.
 
Dallo studio svolto dall’Università di Urbino, infatti, i decessi sono passati da 18 nel 2017, a 15 sia nel 2018 che nel 2019, e a 12 nel 2020. Analogamente, anche il numero di feriti si è ridotto passando da 66 nel 2017, 62 nel 2018, 60 nel 2019, per poi scendere a 48 nel 2020.
 
Tuttavia, considerando che il numero di giornate di caccia autorizzate nel 2020 è stato inferiore rispetto agli anni precedenti a causa delle restrizioni legate al Covid-19, il confronto dei relativi dati pur significativo non deve far abbassare la guardia.
 
Il numero dei decessi e degli infortuni deve tendere a un “obiettivo zero” che le associazioni venatorie perseguono con determinazione.
 
Continueranno quindi con ancor maggior impegno le campagne informative di sensibilizzazione su larga scala al fine di mantenere alta nei praticanti la consapevolezza dell’importanza di comportamenti prudenti e informati da adottare non soltanto al momento dell’esercizio della pratica venatoria ma anche nelle fasi preparatorie, allo scopo garantire la massima tutela dell’incolumità propria e altrui e dell’ambiente in cui la medesima si svolge.
 
È un ulteriore esempio di come la caccia si sia saputa negli anni attualizzare, focalizzando concretamente l’attenzione su temi fondamentali come quelli della sostenibilità e della sicurezza, che rappresentano i presidi da rispettare per raggiungere al più presto l’”obiettivo zero” incidenti.

Pesca, Regione Lazio: proroga riconsegna tesserini segna catture

Visto il protrarsi dell’emergenza sanitaria – onde evitare affollamenti negli uffici pubblici – la Giunta della Regione Lazio ha deliberato la proroga della riconsegna dei tesserini segna catture della stagione 2019-2020 al 30 novembre 2021 e di consentire ai pescatori di pesca sportiva o ricreativa dilettantistica l’utilizzo del tesserino segna catture della stagione 2019-2020 anche per la stagione 2020-2021, e comunque fino al 31 ottobre 2021, qualora siano disponibili spazi per l’annotazione e fermo restando il diritto di richiedere in ogni momento il nuovo tesserino.
Tutti i dettagli su regione.lazio.it, canale agricoltura.
Lo comunica in una nota l’Assessorato Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio.

Consentita la caccia al cinghiale. Lo precisa la Prefettura di Roma


Via libera allo spostamento dei cacciatori, all’interno del territorio regionale, dal proprio Comune di residenza per la prosecuzione dei piani di contenimento dei cinghiali, che causano gravi danni alle produzioni agricole, oltre a rappresentare una seria minaccia alla circolazione stradale e, soprattutto in questo momento, un possibile veicolo di diffusione della Peste suina africana nel territorio del Lazio.


La precisazione arriva dalla Prefettura di Roma, alla quale proprio la Regione Lazio ha rivolto una richiesta di chiarimento sull’interpretazione delle disposizioni che riguardano l’attività venatoria contenute nell’ultimo DPCM.

Cinghiali a spasso per Frosinone. Anuu Lazio: “Intervenire per evitare tragedie”

Continuano gli avvistamenti sul territorio del Comune di Frosinone di cinghiali liberamente a passeggio lungo le strade. Da circa dieci giorni, due grossi esemplari di oltre un quintale, girano minacciosi a ridosso delle abitazioni della strada di accesso al cimitero, nei pressi della Chiesa di Madonna della Neve e, cosa ancora più preoccupante e pericolosa, tra il Fosso Rio Cavariccio e la scuola elementare Livio De Carolis che ospita centinaia di bambini.

E’ stato più volte richiesto da parte del nostro delegato alle problematiche ambientali, l’intervento “straordinario” sia di sua Eccellenza il Prefetto, massima autorità governativa della provincia, sia del sindaco Nicola Ottaviani, affinché gli stessi, in assenza di un intervento di chi è preposto a risolvere tali gravi problematiche, possano organizzare la cattura o l’abbattimento dei cinghiali, la cui carne potrà essere donata alla Caritas impegnata, soprattutto in questo periodo, ad assistere le tante famiglie in difficoltà economiche. Tutto questo, ovviamente, dovrà avvenire nel pieno rispetto dei piani di abbattimento faunistici territoriali già approvati da Regione e Provincia.

L’Anuu Lazio, in chiusura, chiede di non aspettare tragici eventi prima di intervenire.

Richiesta di misure urgenti per la gestione della fauna in conseguenza delle norme anti-Covid


Le scriventi Associazioni chiedono che sia consentito lo spostamento al di fuori dei confini del Comune di residenza per le attività di seguito elencate:
a) Per le attività di controllo della fauna selvatica, secondo i tempi e le modalità approvate dalla Regione;
b) Parimenti, per le attività relative alla caccia di selezione;
c) Per l’esercizio dell’attività venatoria nell’ATC che ricomprende il Comune di residenza anagrafica e per gli iscritti come residenza venatoria nel medesimo ATC Laziale, anche per le forme di caccia collettive (braccata – girata) che obbligatoriamente possono svolgersi al raggiungimento del numero minimo di presenze;
d) Per l’esercizio in Aziende Faunistico Venatorie e Aziende Agroturistico Venatorie, in quanto cacciatori autorizzati dal concessionario;
e) Per le attività connesse e complementari, quali il recupero cani, recupero ungulati feriti, trasporto e trattamento carcasse, monitoraggio fauna in generale e in specie beccaccia, addestramento cani in ZAC.
Quanto sopra evidentemente è limitato ai soli residenti anagraficamente nella Regione Lazio, con esclusione di eventuali accordi di reciprocità venatoria.
Il tutto dovrà avvenire nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e con l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

A corredo di quanto sopra richiesto ci permettiamo di sottoporre alle Autorità in indirizzo le seguenti considerazioni:
1) L’attività venatoria in quanto tale non è sospesa. Peraltro già dalla documentazione attingibile dal sito INAIL, la caccia risulta classificata a basso impatto sul rischio epidemico, così come per le attività agricole e di coltivazione orti, pesca, raccolta funghi, escursionismo (purché nel rispetto delle suddette norme di distanziamento e di protezione). Nell’ambito di dette considerazioni, va ovviamente ricompresa la citata attuazione dei piani di controllo (anche se come noto non costituiscono attività venatoria);
2) Ciò premesso per quanto attiene alla bassa pericolosità delle attività citate, torna utile soffermarsi sull’attuale quadro normativo di riferimento. Soppressa la competenza delle Province in materia, l’unico perimetro amministrativo (sia gestionale che territoriale) è costituito dagli ATC. Entro il perimetro degli stessi, il legislatore ha voluto fissare l’obiettivo di equilibrio tra le esigenze faunistico ambientali e quelle del prelievo venatorio. In tale contesto si colloca la gestione di specie problematiche, causa di danni all’agricoltura, e spesso (come nel caso della specie cinghiale e di altri ungulati) di sinistri stradali;
3) Oltre nel non apparire congruente, col quadro tecnico – normativo predetto,
l’indicazione della caccia secondo il perimetro del Comune di residenza può essere fonte di squilibri faunistici derivanti da anomale pressioni venatorie da un lato, dall’altro può fungere da impedimento nel raggiungimento di obiettivi come fissati dagli atti regionali di programmazione (vedasi l’attuale Disciplina di caccia al cinghiale). Ciò detto le scriventi Associazioni, nel rinnovare la propria disponibilità alla collaborazione con le istituzioni, sulla scorta di provvedimenti analoghi emanati anche da Regioni limitrofe, attendono l’emanazione tempestiva di disposizioni regionale che, dando le dovute certezze, consentano il giusto equilibrio tra le esigenze ambientali, agricole, faunistico venatorie, e quelle economico – sociali, già fortemente colpite dalla pandemia in corso.
Fiduciosi che la presente venga favorevolmente accolta, porgiamo distinti saluti.


FEDERCACCIA LAZIO
LIBERA CACCIA LAZIO
ARCICACCIA LAZIO
ANUU LAZIO
ITALCACCIA LAZIO
ENALCACCIA LAZIO
COLDIRETTI LAZIO
CIA LAZIO
CONFAGRICOLTURA LAZIO

Strage di oche nel Lago di Canterno. L’Anuu Lazio condanna duramente il vile gesto.

L’Annu Lazio, associazione venatoria che si batte per il rispetto dell’ambiente, condanna con forza la brutale uccisione delle oche al Lago di Canterno. Animali indifesi che animavano le acque dell’oasi naturale rappresentando una tenera attrazione per bambini e turisti.

Un episodio di violenza inaudita e gratuita per la quale l’associazione chiede si faccia luce. L’auspicio è che venga individuato il colpevole e che paghi per il gesto.

Mettere fine alla vita delle oche colpendole con una pistola solo per puro divertimento, è qualcosa di incivile che l’Anuu Lazio non può che condannare aspramente.

Perimetrazione area contigua versante laziale: lettera del socio Anuu Lazio Antonucci ai sindaci

I Consigli comunali di Pescosolido, Campoli Appennino, Settefrati, Picinisco, Gallinaro, Atina, Villa Latina e San Biagio Saracinisco, vengano messi nella condizione di poter decidere in merito alla delibera del 30 dicembre con la quale il PNALM ha provato la proposta di perimetrazione dell’area contigua del Versante Laziale. A chiederlo, a gran voce, il delegato ai rapporti istituzionale con il mondo agricolo, ambientale e venatorio dell’associazione Anuu Lazio e di Wilderness Renato Antonucci: “Questo – sottolinea – anche in riferimento alle delibere di Giunta della Regione Lazio con le quali la direzione regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette, ha promosso e coordinato una fase finalizzata per giungere ad una proposta, più condivisa possibile, con gli enti locali interessati. A tal proposito – spiega Antonucci – tutte le associazioni ambientaliste anticaccia continuano a chiedere come mai i governi regionali non istituiscano la cosiddetta area contigua del parco Nazionale d’Abruzzo: la risposta è semplice e logica, non la si può istituire senza l’assenso formale dei comuni interessati. Senza il suddetto formale e legittimo assenso l’Area Contigua verrebbe annullata dalla Corte Costituzionale e basterebbe che un solo comune impugnasse quanto imposto dalle regioni e dallo Stato. Noi cittadini-cacciatori – conclude Antonucci – sollecitiamo quindi i Consigli comunali degli otto comuni interessati, Pescosolido, Campoli Appennino, Settefrati, Picinisco, Gallinaro, Atina, Villa Latina e San Biagio Saracinisco, a deliberare con un semplice ma importante e chiaro, sì o no, alla suddetta perimetrazione imposta dal PNALM”.

Possibilità esercizio venatorio in zona arancione e riduzione tasse

L’Anuu Lazio ha inviato una lettera al governatore Nicola Zingaretti e all’assessore al ramo per chiedere la possibilità di effettuare l’esercizio venatorio in zona arancione e la riduzione delle tasse regionali.

Ecco il testo integrale: