Cabina di Regia: così non basta!

Lo scorso 17 marzo si è svolto l’ultimo incontro in videoconferenza della Cabina di Regia.

Qualche giorno prima avevo inviato a tutti i partecipanti un documento che ribadiva alcune mie preoccupazioni sul futuro della caccia in Italia e alcune proposte d’intervento per migliorare efficacia ed efficienza della Cabina di Regia e, nel contempo, tornare a stimolare l’avvio di un profondo cambiamento organizzativo nell’associazionismo venatorio italiano, riprendendo con maggiore decisione e determinazione il percorso unitario che si era già, pur timidamente, avviato.

Nel corso della riunione ho dovuto purtroppo constatare che, per l’ennesima volta, il mio appello è caduto nel vuoto e sono quindi giunto, seppur a malincuore, alla conclusione che sia perfettamente inutile continuare a spendere tempo ed energie in tal senso.

Mi dispiace molto ma devo farmene una ragione.

Nello stesso tempo, però, mi sento in pace con la coscienza perché ho sempre cercato di avanzare proposte concrete per garantire un futuro migliore all’attività venatoria nel nostro Paese e una sua giusta considerazione da parte della società e delle Istituzioni.

Spero davvero di sbagliarmi e che le mie idee e proposte siano del tutto sballate, perché così vorrebbe dire che la caccia, la mia unica, vera e grande passione, continuerà, nonostante tutto e tutti, ad avere un futuro.

Proseguirò, naturalmente, a partecipare alla Cabina di Regia cercando di offrire il contributo dell’ANUUMigratoristi sui temi che verranno portati di volta in volta in discussione.

Ecco, di seguito, la sintesi delle mie principali osservazioni e proposte per dar modo a tutti di esprimere il loro pensiero al riguardo.

Il Presidente ANUUMigratoristi                                                                                          

Marco Castellani                                                                         

LE PRINCIPALI OSSERVAZIONI CHE HO AVANZATO:

1)   Di fronte agli attacchi e alle offese provenienti dal mondo animal-ambientalista, da uomini dei media pubblici e privati o dalle Istituzioni, la Cabina di Regia è stata sempre troppo tollerante e debole nella reazione, mentre doveva assumere una posizione più ferma e soprattutto visibile, ricorrendo anche alle vie legali.

2)   Anche sul piano della comunicazione esterna, ossia quella rivolta alle Istituzioni, alla società e ai media in generale per proporci come risorsa e parte attiva e necessaria alla collettività, l’agire della Cabina di Regia si è manifestato tardivamente, troppo timidamente e debolmente, con iniziative sporadiche pur se importanti e per certi versi innovative.

3)   L’attuale Cabina di Regia non rappresenta l’assetto organizzativo ottimale per offrire ai cacciatori italiani tutte le risposte che si attendono e garantire così un futuro alla caccia nel nostro Paese. Un semplice coordinamento non basta perché l’attuale assetto organizzativo del mondo venatorio, così diviso e frammentato in molteplici realtà riconosciute o non riconosciute, peraltro molto spesso in contrasto tra loro, indebolisce ed ostacola l’efficienza e l’efficacia delle azioni realizzate e moltiplica invece i costi sostenuti per iniziative analoghe, impedendo la realizzazione di importanti economie di scala che libererebbero risorse utili per affrontare più adeguatamente le tante sfide cui siamo chiamati.

4)   Le Associazioni venatorie non devono lottare tra loro per prolungare in modo effimero la rispettiva tenuta associativa, perché le singole Associazioni non sono “il fine” ma, al contrario, sono – o meglio – dovrebbero essere solo il mezzo, lo strumento finalizzato al raggiungimento del vero ed unico fine che consiste solo nella difesa e nella valorizzazione del ruolo della caccia e dei cacciatori nella società. E quando questo mezzo si rivela insufficiente bisogna necessariamente cambiarlo.

LE MIE PRINCIPALI PROPOSTE DI CAMBIAMENTO:

1)   Anche se non sempre si presentano tutti i requisiti necessari per adottare con successo certo delle iniziative legali, di fronte a evidenti falsità e scorrettezze nei messaggi comunicati si dovrebbe comunque passare dalle parole ai fatti, anche per mandare dei segnali concreti ai responsabili al fine capiscano che devono davvero smetterla di mancare di rispetto alla caccia e di abusare della posizione privilegiata di cui godono che consente loro una visibilità pubblica ai cacciatori invece sempre negata.

2)   Occorre un progetto di comunicazione articolato e continuativo nel tempo finalizzato a raggiungere i principali media nazionali, assicurando una costante ed adeguata visibilità ai messaggi del mondo venatorio, poiché solo quando riusciremo ad affermare pubblicamente l’idea che la caccia è una risorsa per il Paese potremo sperare di vedere giungere concrete risposte anche per i nostri problemi più tecnici e settoriali (calendari, deroghe, modifica della Legge n. 157/92, ecc.).

3)   Occorre una profonda riorganizzazione basata su un progetto concreto per arrivare alla costituzione di una nuova, unica, moderna e razionale Associazione venatoria in grado di combattere efficacemente i nostri veri nemici, di rapportarsi in modo autorevole con la politica e le Istituzioni, di fare più ricerca scientifica e comunicazione con i giovani e con la società, dotandosi delle professionalità necessarie, utilizzando così al meglio le risorse finanziarie disponibili.

4)   Occorre seguire nuove strategie e politiche attive incentrate prioritariamente sulle azioni necessarie per ottenere il riconoscimento della insostituibile utilità sociale della caccia sul piano ambientale, sanitario, faunistico ed economico, basando ogni nostra posizione e rivendicazione su inequivocabili ed incontrovertibili dati scientifici, presentandoci all’opinione pubblica in modo corretto e programmato con una nuova e strutturata strategia di comunicazione globale.

Il Presidente ANUUMigratoristi                                                                                          

Marco Castellani
Bergamo, 22/03/2021

Richiesta di misure urgenti per la gestione della fauna in conseguenza delle norme anti-Covid19.

Le disposizioni atte a contrastare la diffusione del COVID 19 in vigore nella Regione Lazio da lunedì 15, rendono difficoltosa la restituzione del tesserino venatorio entro i termini stabiliti (31 marzo); ciò anche in ragione del particolare regime lavorativo vigente negli Uffici pubblici, teso a limitare il lavoro “in presenza” solo per prenotazione, richiede pertanto di posticipare la data di riconsegna del tesserino medesimo almeno al 30 giugno o, in alternativa, prevedere la modalità riconsegna vecchio – ritiro nuovo, in previsione della nuova stagione venatoria.
Le scriventi Associazioni chiedono inoltre che vengano garantite le seguenti attività:

  1. Attivare piani di caccia di selezione approvati dalla Regione Lazio;
  2. Attuazione piani di controllo di specie problematiche approvati dalla Regione Lazio;
  3. Svolgimento attività cinofila in Z.A.C. e A.T.V.;
  4. Monitoraggio e ripopolamento fauna negli A.A.T.T.C.C. e nelle A.A.F.F.V.V. secondo i programmi approvati.
    Si tratta, con tutta evidenza, di attività finalizzate alla tutela degli equilibri faunistici, alla salvaguardia delle imprese agricole, alla riduzione di sinistri stradali, alla cura del benessere animale.
    Si evidenzia che nessuna delle predette attività prevede situazioni di assembramento, e il tutto può essere svolto nel più rigoroso rispetto delle norme anti COVID.
    Certi di un Vostro attento esame di quanto richiesto, le scriventi Associazioni ribadiscono la propria disponibilità ad ogni forma di confronto e di collaborazione.
    FEDERCACCIA LAZIO
    ARCICACCIA LAZIO
    ITALCACCIA LAZIO
    ENALCACCIA LAZIO
    LIBERACACCIA LAZIO
    ANUULAZIO

Abilitazione esercizio venatorio: le associazioni chiedono riduzione tasse

La cabina di regia delle associazioni venatorie ha inviato una lettera ai Presidenti delle Regioni per chiedere l’esenzione o la riduzione delle tasse per l’abilitazione all’esercizio venatorio. Di seguito il contenuto integrale della lettera:

La scrivente Cabina di Regia Unitaria del Mondo Venatorio, costituitasi ed operante da tre anni con una struttura a cui partecipano tutte le Associazioni Nazionali Venatorie Riconosciute (Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina) ed il Comitato Nazionale Caccia e
Natura, in persona dei rispettivi Presidenti e legali rappresentanti pro tempore,


premesso che
 in data 03.11.2020, con il Dpcm contenente le nuove misure per fronteggiare la “seconda ondata” dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 in Italia, il territorio nazionale è stato suddiviso in aree di rischio (alto, intermedio, basso);
 nelle Regioni a rischio alto e intermedio, c.d. rispettivamente “zona rossa” e “zona arancione”, è stato vietato ogni spostamento in entrata ed in uscita, nonché ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute;
 le suddette misure sono state riconfermate senza soluzione di continuità con DPCM 03.12.2020 e DPCM 14.01.2021 e sono ancora vigenti;

considerato che
 i provvedimenti adottati dall’esecutivo per fronteggiare l’emergenza sanitaria hanno impedito o comunque molto limitato l’esercizio dell’attività venatoria da parte dei cacciatori che hanno provveduto al regolare pagamento delle tasse per le concessioni governative e per l’abilitazione all’esercizio venatorio per l’intera stagione 2020/2021;

 dette tasse hanno natura corrispettiva in quanto solo a fronte del loro versamento la P.A. consente agli interessati di poter svolgere l’attività venatoria;
 l’importo di dette tasse è commisurato ai periodi di caccia stagionali stabiliti dalla legge n. 157/1992 e dalle leggi delle Regioni e Province autonome, come annualmente determinati dai rispettivi calendari faunistico-venatori;

 i provvedimenti cautelari assunti dal Governo sopra richiamati, salvo isolate eccezioni a seguito di ordinanze assunte dalle Giunte regionali concernenti le c.d. aree “arancioni”, hanno limitato la stagione della caccia 2020/2021, nelle zone a rischio alto e intermedio, ai giorni di preapertura e al periodo ricompreso tra la terza domenica di settembre e il 2.11.2020;
 sono pertanto venuti meno i presupposti giustificativi dell’intero pagamento delle suddette tasse;


rilevato che
 i rapporti tra il cittadino e la P.A. sono improntati ai principi della collaborazione e della buona fede;
 il principio di buona fede è stato recentemente individuato quale parametro per la gestione delle sopravvenienze perturbative dell’equilibrio originario dei rapporti sinallagmatici causate dall’emergenza pandemica attualmente in corso;
 in forza di detto principio, la giurisprudenza individua nella rinegoziazione del rapporto il rimedio da adottare in caso di sopravvenuta impossibilità della prestazione;
 la sospensione dell’attività venatoria, a seguito delle misure anti-Covid richiamate, adottate successivamente al versamento delle tasse in oggetto, ha determinato l’impossibilità di esercitare le attività per le quali tali tasse sono state corrisposte;
 a fronte di tale impossibilità sopravvenuta si impone la rinegoziazione dei tributi concessori;
 in base a quanto sopra, alcune Regioni come la Sicilia sono già intervenute sul tema prevedendo un ristoro per i cacciatori che hanno pagato le tasse previste senza poter esercitare la propria attività, con la riduzione al 50% della tassa di concessione governativa regionale per il 2021 e 2022 ai fini del rilascio del tesserino venatorio. tutto ciò premesso, considerato e rilevato;


richiede
 in tesi, l’esenzione dalla corresponsione delle tasse per concessioni regionali per l’abilitazione all’esercizio della caccia per la stagione venatoria 2021/2022, a compensazione dell’impossibilità e/o notevole limitazione di esercitare l’attività venatoria nella stagione 2020/2021;
 in ipotesi, la riduzione in compensazione delle suddette tasse per la stagione venatoria 2021/2022, proporzionalmente calcolata tenendo conto del numero di giorni in cui nella stagione venatoria 2020/2021 la caccia è stata interrotta.

Cabina di Regia Unitaria del mondo venatorio
(Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina e Comitato Nazionale Caccia e Natura)

“Torre Baccelli” il 5° Trofeo “Guido Sconza”: ecco tutti i vincitori

Nel pieno rispetto di tutte le normative in materia di Covid-19 si è svolto, presso la ZAC “Torre Baccelli” il 5° Trofeo “Guido Sconza”  – Gara Cinofila su quaglie senza sparo.

Hanno partecipato 36 concorrenti provenienti dalle province di Roma e Rieti.

La classifica è così composta:

Inglesi: 1° Alessandro Alessandri, 2° e 3° Lucaioli Roberto

Continentali: 1° Silvi Giorgio, 2° Castelli Alberico  3° Meconi Francesco
Cerca: 1°Meconi Francesco, 2° Silvi Giorgio
Inglesi: 1° Alessandri Alessandro 2° e 3° Lucaioli Roberto

Barrage – Trofeo “Guido Sconza” – Silvi Giorgio con Breton.

Un ringraziamento al responsabile della cinofilia Regionale Lazio – Vespa Antonio ed ai suoi collaboratori Augusto Marchetti, Maurizio Procaccini e Francesco Pennacchia, nonchè ai responsabili della ZAC ed a quanti hanno permesso l’ottima riuscita della gara, con i premi messi in palio dalla Presidenza Provinciale di Roma e consegnati dallo stesso Presidente Provinciale Paolo Crocetta.

Un ringraziamento particolare alla famiglia del socio Guido Sconza che ha partecipato all’evento.

L’Agenzia Ambientale UE conferma l’impatto minimo della caccia per specie e ambiente

Con un comunicato ufficiale, pubblicato in data 17 febbraio 2021 – ripreso anche da FACE – l’Agenzia ambientale europea ha evidenziato come la caccia a livello Europeo rappresenti solamente lo 0,66% di tutte le pressioni di alto livello segnalate. I dati sono accessibili nel rapporto EU State of Nature.
Non solo i dati esposti evidenziano che la pressione venatoria nei confronti della fauna e degli habitat é bassissima, ma vengono messe in discussione le stesse conclusioni della Commissione europea, contraria al prelievo di alcune specie di uccelli, per i quali la pressione esercitata si attesta a solo il 2,58%.
Per le specie ornitiche cacciabili questa percentuale si alza a solo il 6,67%. Tra queste compaiono specie con uno stato di popolazione stabile o in incremento, come nel caso dell’oca selvatica e del cormorano.
L’agricoltura, lo sviluppo, la perdita di habitat idonei a causa dell’espansione forestale e l’inquinamento, rappresentano insieme le maggiori criticità rilevate.

Aumento massimali assicurativi, l’intervento dalla Cabina di Regia

Il mondo venatorio rappresentato dalle Associazioni Riconosciute (Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina) e dal CNCN-Comitato Nazionale Caccia e Natura, ha preso atto del Decreto Ministeriale 23.12.2020 del Ministero delle Politiche Agricole, che ha stabilito un aumento dei massimali delle polizze assicurative per i danni derivanti dall’uso delle armi.

Innanzi tutto ci preme rassicurare tutti i cacciatori che possono continuare a praticare l’attività venatoria senza alcun problema. Inoltre, dato che l’aumento dei massimali potrà produrre degli aumenti anche consistenti sui premi delle polizze sottoscritte, le singole Associazioni Venatorie Nazionali Riconosciute, in questi giorni, stanno interagendo con le proprie compagnie assicuratrici per trattare su costi, tempi e modalità di integrazioni delle polizze in essere.
La cabina di regia è inoltre attivamente impegnata per un’azione in sede politica e di governo per evidenziare alle Istituzioni le incongruità e i gravi effetti determinati dalla citata norma e per proporre un tempestivo e adeguato emendamento tendente quantomeno al differimento temporale della sua entrata in vigore e alla elisione di ogni immediato effetto negativo.

Stagione venatoria, Cabina di Regia: diminuiscono incidenti e vittime

Le associazioni venatorie riconosciute (Federcaccia, Enalcaccia, ANLC, Arcicaccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, EPS) e il CNCN – Comitato Nazionale caccia e Natura, riunite nella Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio, confermano la necessità di proseguire con costante impegno l’attività di sensibilizzazione sui temi della sicurezza nella pratica della caccia, nonostante i risultati apparentemente incoraggianti emersi dalla ricerca annuale dell’Università degli Studi di Urbino sul trend degli incidenti conseguenti alla pratica venatoria.
 
Dallo studio svolto dall’Università di Urbino, infatti, i decessi sono passati da 18 nel 2017, a 15 sia nel 2018 che nel 2019, e a 12 nel 2020. Analogamente, anche il numero di feriti si è ridotto passando da 66 nel 2017, 62 nel 2018, 60 nel 2019, per poi scendere a 48 nel 2020.
 
Tuttavia, considerando che il numero di giornate di caccia autorizzate nel 2020 è stato inferiore rispetto agli anni precedenti a causa delle restrizioni legate al Covid-19, il confronto dei relativi dati pur significativo non deve far abbassare la guardia.
 
Il numero dei decessi e degli infortuni deve tendere a un “obiettivo zero” che le associazioni venatorie perseguono con determinazione.
 
Continueranno quindi con ancor maggior impegno le campagne informative di sensibilizzazione su larga scala al fine di mantenere alta nei praticanti la consapevolezza dell’importanza di comportamenti prudenti e informati da adottare non soltanto al momento dell’esercizio della pratica venatoria ma anche nelle fasi preparatorie, allo scopo garantire la massima tutela dell’incolumità propria e altrui e dell’ambiente in cui la medesima si svolge.
 
È un ulteriore esempio di come la caccia si sia saputa negli anni attualizzare, focalizzando concretamente l’attenzione su temi fondamentali come quelli della sostenibilità e della sicurezza, che rappresentano i presidi da rispettare per raggiungere al più presto l’”obiettivo zero” incidenti.

Pesca, Regione Lazio: proroga riconsegna tesserini segna catture

Visto il protrarsi dell’emergenza sanitaria – onde evitare affollamenti negli uffici pubblici – la Giunta della Regione Lazio ha deliberato la proroga della riconsegna dei tesserini segna catture della stagione 2019-2020 al 30 novembre 2021 e di consentire ai pescatori di pesca sportiva o ricreativa dilettantistica l’utilizzo del tesserino segna catture della stagione 2019-2020 anche per la stagione 2020-2021, e comunque fino al 31 ottobre 2021, qualora siano disponibili spazi per l’annotazione e fermo restando il diritto di richiedere in ogni momento il nuovo tesserino.
Tutti i dettagli su regione.lazio.it, canale agricoltura.
Lo comunica in una nota l’Assessorato Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio.