PRIMO PIANO: Caccia, sventato tentativo di rendere vincolante il parere ISPRA sui calendari

“Oggi sono intervenuto in aula al Senato per esprimere la mia forte contrarietà alla proposta delle opposizioni per rendere vincolante il parere Ispra sui calendari venatori regionali” lo dichiara Francesco Bruzzone, Senatore della Lega, vice presidente della Commissione Ambiente del Senato e Consigliere Nazionale dell’Anuu.

“Non ci sto: proprio in questo momento Ispra si sta distinguendo negativamente proponendo di anticipare la fase prenuziale degli uccelli migratori, in contrasto con gli altri Paesi europei del Mediterraneo e contro tanti altri istituti scientifici italiani. Quella delle opposizioni era una proposta fortemente restrittiva, che è stata bocciata dalla maggioranza” conclude Francesco Bruzzone, Senatore della Lega, vice presidente della Commissione Ambiente del Senato.

PRIMO PIANO: Schiuma nel Fiume Sacco, l’Anuu chiede l’intervento delle istituzioni

La difesa dell’ambiente resta una delle prerogative per l’Anuu Lazio che guarda con estrema attenzione a quanto sta accadendo da alcuni giorni al corso d’acqua del Fiume Sacco. Un’incresciosa situazione di inquinamento, tale da compromettere l’intero sistema ambientale di un’area già martoriata come quella della Valle del Sacco. La schiuma che affiorare lungo le acque del corso destano preoccupazione e l’Anuu si unisce agli appelli dei cittadini delle zone interessate affinché le forze dell’ordine facciano chiarezza su quanto accaduto risalendo ai responsabili dello scempio: “Ci mettiamo a disposizione – sottolinea il presidente Crocetta – per dare il nostro contributo alla vicenda. La tutela dell’ambiente è una delle mission della nostra associazione e ogni giorno lottiamo per il suo rispetto”.

PRIMO PIANO: Incidente di caccia per un tesserato Anuu, l’associazione esprime solidarietà.

Solidarietà al 34enne cacciatore coinvolto in un incidente durante una battuta di caccia al cinghiale. L’Anuu esprime vicinanza al giovane tesserato proprio con l’Associazione dei Migratoristi per la Conservazione dell’Ambiente, trafitto al petto dal colpo accidentale partito dall’arma dell’amico in località Capitino. L’ente gioisce del fatto che il ragazzo sia fuori pericolo dopo l’operazione al polmone e augura a lui una pronta guarigione. L’ennesimo incidente di caccia rende ancor più urgente la presa in carico da parte delle istituzioni preposte di riforme in grado di rendere maggiormente sicura l’attività venatoria. L’Anuu ha avanzato diverse proposte:

per poter iniziare la caccia agli ungulati (cinghiali) occorre aver preso la licenza da caccia da almeno 5 anni;

obbligo di avere una relazione comportamentale firmata dal capo squadra e almeno da uno dei vice capo squadra nella quale si attesta la partecipazione ad almeno 50/100 battute come ospite e senza fucile, per tutti coloro che vogliono far parte della squadra di caccia di cinghiali, sia come iscritto che come ospite;

obbligo da parte delle associazioni che rappresentano la categoria dei cacciatori di cinghiali di organizzare specifici corsi di aggiornamento diretti da professionisti esperti (per es. ufficiali delle Forze dell’ Ordine, tiratori scelti) con il rilascio di attestati di specifica qualificazione;

pene severissime per chi ha la responsabilità accertata per danni arrecati con l’uso di armi pericolose (ad es. l’arma rigata e con calibro elevato);

obbligo da parte della squadra che ha in gestione la zona di caccia al cinghiale di installare apparecchi luminosi a LED a distanze ben visibili tra di loro, in modo tale da segnalare adeguatamente la presenza di una battuta di caccia.

Sarebbe il caso, poi, di suggerire e/o imporre a tutte quelle persone che si addentrano nei boschi soprattutto nel periodo dell’attività venatoria (ad es. in cerca di funghi o anche solo per una passeggiata) di indossare (come imposto ai cacciatori di cinghiali) un giubbetto ad alta visibilità.

Gli stessi accorgimenti, infine, andrebbero utilizzati anche nelle c.d. “zone bianche” dove attualmente non è prevista alcuna segnalazione.

 

PRIMO PIANO: Scontro con un cinghiale, la Regione Lazio condannata al risarcimento!

Una sentenza che può far giurisprudenza quella del Tribunale di Cassino che ha accolto il ricorso di due giovani di Villa Santa Lucia, vittime in un incidente stradale causato da un cinghiale, condannando la Regione Lazio pagare i danni causati dagli animali.

L’incidente si era verificato sulla Casilina, mettendo a repentaglio la vita degli occupanti dell’auto che, nella circostanza, a causa dell’attraversamento improvviso dei cinghiali, aveva riportato gravi danni.

Il giudice ha stabilito che l’onere del risarcimento spetta esclusivamente alla Regione Lazio.

L’Anuu Lazio, come spesso fatto in passato. si appella alle istituzioni locali affinché venga messo un freno al fenomeno che sta diventando una vera e propria emergenza. Oltre a causare danni alle colture, i cinghiali mettono a repentaglio la vita delle persone, motivi sufficienti per indire un tavolo di concertazione tra tutti gli enti coinvolti e cercare una soluzione.

 

PRIMO PIANO: Riflessioni sulla morte dei tre orsi all’interno del Parco Nazionale

Evidentemente non è la caccia il problema dell’estinzione degli orsi nel Parco Nazionale d’Abbruzzo e la morte di tre esemplari annegati in una vasca di approvvigionamento di acqua al servizio della pastorizia è lì a testimoniarlo. C’è di più come sottolinea l’Associazione Italiana per la Wilderness che ricorda come “quella vasca è lì da innumerevoli decenni (ripristinata modernamente solo negli ultimi anni, cosa che l’ha resa una trappola per gli orsi). Le autorità ne erano informate, visto che solo otto anni or sono vi annegarono altri due orsi. Pare che abbiano diffidato i proprietari a prendere provvedimenti; ma resta grave il fatto che di fronte al mancato intervento dei proprietari, non si sia mosso l’Ente Parco a provvedere, visto che si tratta della tanto decantata “Zona di Protezione Esterna” (legalmente non esiste!) che da anni si cerca di trasformare di fatto in “Area Contigua” (che però non può stabilirsi senza l’assenso dei Comuni!): nessuna legge lo impediva, visto che la competenza sull’Orso marsicano è comunque dell’Ente Parco, tanto che la suddetta “Zona” la si deve proprio alla legge del 1923 per dare al Parco potere sull’animale anche nelle zone esterne allo stesso”. L’Anuu Lazio ricorda e rivendica di essere strenua sostenitrice della protezione dell’orso la cui presenza e conservazione è importantissima. L’associazione sarà sempre in prima linea a segnalare qualsiasi (e da qualsiasi parte provenga) possibile violazione commessa a danno della specie orso. Un appello forte va lanciato a tutti i sindaci fuori dalla zona pre parco perché’ portino i loro consigli comunali ad approvare un documento a sostegno dell’azione che stanno portando avanti tutti i loro colleghi dell’area pre parco.

foto Ansa

PRIMO PIANO: L’Anuu Lazio protagonista al convegno sulla caccia di Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone

Si è tenuto a Valmontone preso il palazzo Doria Pamphilj un convegno sul tema “Caccia e territorio: azioni e prospettive, incontro e confronto, la regione ascolta” Presenti l’assessore regionale Enrica Onorati e la consigliera Eleonora Mattia amministratori comunali il presidente regionale Anuu Lazio Paolo Crocetta e Aldo Pompetti presidente regionale Fidc. L’assessore Onorati nel suo articolato intervento ha elencato quanto fatto, dall’assessorato da lei diretto, a favore della caccia e non solo fino ad oggi. Renato Antonucci tesserato Anuu della provincia di Frosinone è intervenuto puntualizzando diversi aspetti: tra le tante proposte presentate negli ultimi anni per il funzionamento del comparto venatorio, l’unico suggerimento ascoltato è stato quello della diminuzione del numero dei rappresentanti nell’Assemblea (da 100 a 50) lamentando la mancata approvazione di modifica del numero del direttivo da 20 a 13 + 1 (Ada regionale). A nome dell’Anuu, lo stesso Antonucci ha presentato con la morte nel cuore le condoglianze ai familiari del cacciatore vittima nell’Agro Romano dell’ennesimo incidente di caccia. A tal proposito si è dichiarato non d’accordo con la proposta avanzata dal presidente Fidc Pompetti circa l’organizzazione di corsi con la presenza di esperti della Beretta che sicuramente avrebbero il risultato di migliorare la conoscenza delle armi ma non quella dell’uso delle stesse per diminuire o eliminare del tutto gli incidenti “troppo” frequenti nell’ultimo periodo. Secondo Antonucci devono essere invece le associazioni venatorie tutte a formare al meglio i giovani che si avvicinano al mondo venatoria che rimane sempre meraviglioso e portatore di una sana economia. Altra proposta è quella di vietare a chi non ha un minimo di anzianità di almeno 5/10 anni di titolarità continuativa della licenza da caccia, accompagnato da una relazione tecnica/comportamentale a firma del capo squadra e di uno dei vice capo squadra dalla quale risulta che il nuovo iscritto ha partecipato ad almeno 50/100 battute senza fucile dando concreta dimostrazione di fattiva collaborazione a tutte le azioni di caccia (come ad esempio stanare i cinghiali; al recupero degli stessi dopo l’abbattimento; al recupero dei cani) dimostrando così quella passione e senso di padronanza circa l’uso delle armi. Da valutare infine se è il caso di vietare per i primi anni (almeno 5) l’utilizzo della carabina. Citata anche la proposta sollecitata e fatta propria da alcuni senatori circa la modifica di alcuni articoli della l. 157/92 depositata al senato. Rivolto un caloroso ed affettuoso ringraziamento alla senatrice Spilabotte per la vicinanza condivisione e presenza ai nostri convegni nonché al sostegno di tutte le nostre richieste a favore del mondo venatorio e agricolo. L’Anuu Lazio si schiera a sostegno della proposta dei cittadini della nostra meravigliosa Valle di Comino presentata dagli 8 sindaci dell’area pre parco contro la sentenza del Consiglio di Stato. Solidarietà al sindaco di Settefrati Riccardo Frattaroli per gli immeritati attacchi ricevuti da alcune associazioni ambientaliste, che oltre a non riconoscere l’importante ruolo svolto dai cacciatori sia per il mantenimento di un sano ambiente che per la diminuzione delle specie invasive presenti su tutto il territorio nazionale e soprattutto nella nostra provincia. Saremo sempre in prima linea a segnalare qualsiasi e da qualsiasi parte provenga ogni possibile violazione commessa a danno della specie orso. Un appello forte lo vogliamo lanciare a tutti i sindaci fuori dalla zona pre parco   perché portino i loro consigli comunali ad approvare un documento a sostegno dell’azione che stanno portando avanti tutti i loro colleghi dell’area pre parco: “Vogliamo poi ringraziare – ha concluso Antonucci – il capo squadra della caccia al cinghiale “il gallo cedrone” di Pontecorvo ed a tutti i componenti della stessa per aver salvato la vita al signor Tommaso Spiridigliozzi vittima di un gravissimo incidente che mentre sistemava la legna a casa cadendo ha battuto violentemente la schiena”.

 

PRIMO PIANO: Il Consiglio di Stato ribalta il Tar del Lazio e chiude di nuovo la caccia nella zona pre parco

Il Consiglio di Stato ribalta il Tar del Lazio e chiude di nuovo la caccia nella zona pre parco. Ecco il dispositivo

DECRETO

sul ricorso numero di registro generale 9386 del 2018, proposto da Ente Nazionale Protezione Animali E.N.P.A Onlus, LAV Lega Antivivisezione Onlus, Associazione Italiana World Wide Fund for Nature Onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia L.A.C., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall’avvocato Valentina Stefutti, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Roma, viale Aurelio Saffi n. 20;

contro

Regione Lazio, non costituita in giudizio;

nei confronti

EPS Ente Produttori Selvaggina, non costituito in giudizio;

per la riforma dell’ ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) n. 6863/2018, resa tra le parti, concernente la disciplina dell’esercizio venatorio nell’area di protezione esterna al parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e l’adozione di misure a tutela dell’orso bruno marsicano;

 

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Vista l’istanza di Considerato che l’ordinanza appellata, nella sua scarna motivazione, non esprime alcuna compiuta considerazione in ordine ad almeno due profili rilevanti ai fini della valutazione del “fumus boni juris”, e in particolare:

1) l’apparente contrarietà tra la delibera regionale di approvazione del calendario venatorio – con il positivo parere dell’ISPRA – con cui si vietava il prelievo venatorio nelle zone in contestazione, costituenti habitat dell’orso bruno marsicano, e il provvedimento impugnato che invece ha autorizzato il prelievo;

2) la circostanza per cui, nell’ATC in cui ricade l’Azienda, sia stato autorizzato il prelievo venatorio senza il parere preventivo dell’ISPRA, occorrente, secondo ampia giurisprudenza, anche per le modifiche del calendario e delle regole del prelievo venatorio;misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi degli artt. 56, 62, co. 2 e 98, co. 2, cod. proc. amm.;

3) la circostanza che l’autorizzazione della caccia in area dove è presente l’orso marsicano, destinatario di speciale protezione in virtù di regole europee recepite dall’Italia, possa determinare sia il disturbo dell’habitat dell’orso, sia incontri più o meno ravvicinati tra i cacciatori e l’orso medesimo, con effetti prevedibilmente negativi in ogni possibile sviluppo o esito;

Ritenuto che il danno irreparabile all’interesse pubblico consistente nella tutela della fauna selvatica, nonché nella speciale esigenza di proteggere l’habitat di una specie fortemente protetta in zone limitrofe al Parco Nazionele di Abruzzo, prevalga senz’altro sulla pretesa regionale di garantire più spazi e più occasioni di prelievo alla comunità dei cacciatori, nell’esercizio della attività venatoria;

P.Q.M.

Accoglie l’istanza e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza appellata, sospende i provvedimenti impugnati in primo grado.

Fissa, per la discussione collegiale, la camera di consiglio del 13 dicembre 2018.

Il presente decreto sarà eseguito dall’Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma il giorno 22 novembre 2018.

Il Presidente
Franco Frattini

 

PRIMO PIANO: Il Tar di Latina accoglie il ricorso dell’iscritto ANUU D’Alessandro

 

Il Tar di Latina ha accolto il ricorso presentato da Marco D’Alessandro, tesserato dell’associazione ANUU contro il provvedimento della Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Frosinone, che lo scorso Gennaio che aveva vietato la detenzione di armi con relativo munizionamento e il provvedimento della Questura di Frosinone del provvedimento della Questura di Frosinone con il quale era stata revocata la licenza di porto di fucile per uso caccia. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha evidenziato come “da un sommario esame proprio della fase cautelare il ricorso non appare sprovvisto di giuridico fondamento posto che i provvedimenti impugnati non sembrano corredati di adeguato giudizio prognostico sulla inaffidabilità del ricorrente a non abusare delle armi”. Accolto dunque il ricorso del cacciatore che, difeso dall’avvocato Rosanna Norcia, ad Ottobre scorso, scivolando durante una battuta di caccia si era ferito con un colpo alla gamba destra. Ricoverato al Policlinico e operato, adesso ricomincia ad assaggiare la passione della caccia. L’associazione si felicita per la decisione del Tribunale e fa un in bocca al lupo al suo tesserato.

PRIMO PIANO: Armi non regolarmente denunciate, l’ANUU ricorda come fare

I sequestri di armi operati nelle ultime settimane dai poliziotti della Questura di Frosinone sono l’occasione per l’ANUU di ribadire ai propri tesserati e a tutti i cacciatori le normative da osservare per mettersi in regola ed evitare di dover dire addio alla stagione venatoria. L’associazione ricorda che con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 10.08.2018, n. 104, dal 14 settembre 2018 tutti i detentori di armi, ad esclusione dei titolari di licenza di porto di armi in corso di validità e coloro che non hanno avuto il provvedimento di diffida prima dell’ entrata in vigore della menzionata legge, avranno tempo ancora un anno, fino 13 settembre 2019, per produrre autonomamente la certificazione medica di idoneità psicofisica per la detenzione di armi di cui all’art. 35 comma 7 del T.U.L.P.S.. La certificazione medica è rilasciata, sulla base del certificato anamnestico del medico di famiglia, dal settore medico legale delle Aziende Sanitarie Locali o da un medico militare, della Polizia di Stato o del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e va prodotta all’Ufficio di Polizia o Carabinieri presso il quale sono state denunciate le armi detenute e dovrà essere presentata ogni 5 anni. Qualora il detentore di armi risulti titolare di licenza di porto d’armi, l’obbligo della presentazione della certificazione medica decorre dalla scadenza della stessa, se non rinnovata.

PRIMO PIANO: Il Tar Lazio riapre la caccia nella zona pre parco della Valcomino

Buone notizie per i cacciatori della Valcomino. Il Tar del Lazio ha infatti deciso di rivedere la propria precedente decisione con la quale aveva accolto la richiesta di misure cautelari urgenti delle associazioni animaliste Wwf, Enpa, Lav e Lac sospendendo la caccia. Di fatto dunque cade la sospensione nelle zone pre parco sul versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) con presenza di orso bruno marsicano.
Dopo aver acquisito dalla Regione Lazio tutti gli atti relativi al procedimento, il Tar ha deciso che non sussistono i presupposti per accordare la misura cautelare richiesta ed ha respinto la domanda cautelare, ordinandone l’applicazione all’Amministrazione competente (la Regione).
La decisione di interrompere la caccia nella zona pre parco aveva scatenato la reazione dei sindaci degli otto piccoli comuni della Valcomino perché ciò avrebbe comportato un danno economico a tutto il comprensorio.