Tutto pronto per la 4^ edizione del “BECCACCIA DAY”

Si svolgerà sabato 23 Marzo alle ore 13 presso il ristorante “La Sorgente” in via della Sorgente a Maenz la 4^ edizione del “BECCACCIA DAY”. Possono partecipare tutti gli appassionati della regina del bosco con l’obbligo, per ogni partecipante al pranzo, della consegna del selvatico che dovrà avvenire entro il 5 Marzo. Il costo è di 30 euro a persona compreso il biglietto della riffa.

Verranno premiati tutti coloro che consegneranno più selvatici.

Per info: Paolo Crocetta 377 4784621 – Renzo Santucci 349 3920168

Gara cinofila con abbattimento del selvatico: appuntamento Domenica 17 Marzo a Fara Sabina

Appuntamento il prossimo 17 Marzo alle ore 7.00 a Torre Baccelli, a Fara Sabina, per la 1^ prova della selezione regionale 2019 valida per accedere al campionato nazionale aperta ai soci Anuu in regola con il tesseramento e relativo porto d’armi valido. Verranno premiati i primi tre classificati di ogni categoria, INGLESI e CONTINENTALI con medaglie. Quota d’iscrizione fissata in 10 euro a cane con abbattimento di 2 selvatici (quaglie) a concorrente. Possono essere iscritti più cani.

La seconda prova verrà svolta il 7 Aprile nello stesso luogo.

Per info: 339 2139385

I cinghiali “quasi” padroni di Frosinone

Si fa sempre più pericolosa la presenza dei cinghiali in pieno centro a Frosinone. Un nuovo avvistamento c’è stato nelle scorse ore nel tratto Madonna della Quercia bivio Fontanelle dove la coppia adulta che da settimane stazione in Via Cosenza, assieme ad altri 7 piccoli striati ha attraversato nella tranquillità più assoluta la strada creando pericolo ad alcuni automobilisti. Evitato per una questione di centimetri un tamponamento a catena che avrebbe potuto provocare feriti. L’Anuu torna a chiedere al Prefetto di Frosinone e alle forze dell’ordine di riunirsi per prendere i dovuti provvedimenti.

Cinghiali in centro città a Frosinone: l’ANUU torna a chiedere l’intervento del Prefetto

La situazione è sempre più seria perché i cinghiali stanno entrando in città con sempre maggiore frequenza. L’ultimo avvistamento di un branco in Via Cosenza a Frosinone, strada parallela a Via America Latina, ha impaurito non poco gli abitanti della zona e riacceso i riflettori su un problema per il quale l’Anuu Lazio si sta battendo da diverso tempo. L’associazione torna a chiedere l’intervento del Prefetto affinché vengano organizzate di concerto con la Questura battute di caccia in zone dove i cinghiali si sono affacciati. In primo luogo occorre mettere in sicurezza la salute delle persone e successivamente difendere i campi coltivati.

Ripopolamento della lepre nel territorio sorano: decisa l’istituzione di una commissione ad hoc

Si è tenuta presso i locali del Consorzio Bonifica Conca di Sora la riunione che il direttivo dell’ATC FR 1 aveva in programma con i rappresentanti di cacciatori e delle associazioni venatorie, tra cui l’ANUU, per affrontare in particolar modo la questione del ripopolamento della lepre, discutendo su tempi modalità proposte ed accortezze utili a migliorare la presenza di tale specie sui territori in particolare dei Comuni di Sora, Isola del Liri, Arpino, Fontana Liri, Fontechiari, Casalvieri, Vicalvi, Pescosolido, Broccostella, Campoli Appennino, Posta Fibreno, Alvito, Gallinaro, Atina, Belmonte Castello, Villa Latina, San Biagio Saracinisco, Picinisco, Settefrati, San Donato di Val di Comino. Enzo Pirazzi ha evidenziato che le lepri acquistate nei paesi dell’Est non sono più di cattura ma di allevamento, ragion per cui si rivela inutile il loro acquisto che presenta, tra l’altro, un costo superiore. Per quanto riguarda le lepri argentine sussiste un problema legato al loro ambientamento climatico stagionale e non riescono ad adattarsi al nostro territorio. Rimane quindi per il ripopolamento la sola ipotesi di acquisto delle stesse da allevatori italiani, possibilmente autoctoni, della nostra provincia. Il progetto dell’ATC FR1 consiste o nel posizionamento dei recinti di preambientamento o recinti fissi per leprotti, con l’introduzione negli stessi ad Agosto e lancio/rilascio a Marzo solo ed esclusivamente nei territori vocati. Ma oltre a questo c’è bisogno della collaborazione delle aziende agricole del territorio con semina di culture a perdere non necessariamente di grandi dimensioni, meglio se di medio-piccole dimensioni, ma che coprono il maggior territorio possibile. Il presupposto principale e rimane il ripopolamento solo ed esclusivamente nei territori vocati. L’assemblea ha auspicato la presenza in provincia di almeno due o tre aziende di allevamento. C’è stato poi l’intervento di Renato Antonucci del direttivo dell’ATC in quota agricoltura e socio ANUU, che dopo aver apprezzato l’iniziativa si è soffermato sulle problematiche dell’ ATC FR1 nel passato e auspicato una più democratica gestione. C’è stato poi un breve dibattito con i presenti i quali hanno rappresentato la necessità della lotta ai nocivi senza la quale qualsiasi ripopolamento non avrebbe senso mentre Rocco Soave ha sottolineato il problema della lepre nei territori della Val Comino ricadenti nelle zone ultimamente negate la caccia. La riunione si è conclusa con il proposito della formazione di una commissione apposita sul ripopolamento lepri e con l’impegno di una prossima riunione per relazionare sull’avanzamento del progetto.

L’Anuu presente all’audizione alla Camera sulle modifiche alla legge 157/92

Associazioni venatorie italiane in Commissione Agricoltura della Camera per parlare di alcune modifiche proposte alla legge 157/92, in particolare il superamento dello stallo sul contenimento faunistico che ha escluso il coinvolgimento dei cacciatori nei piani delle Regioni e delle Province.

La proposta di modifica avanzata è quella di dare modo alle guardie venatorie di avvalersi anche di operatori in possesso di licenza venatoria, abilitati con appositi corsi approvati dall’Ispra. L’altra mira invece ad includere l’associazione Confavi tra quelle riconosciute dalla 157/92.

Presenti i rappresentanti di Anuu, Arcicaccia, Anlc, Federcaccia, Italcaccia, Eps, Enalcaccia concordi sulla modifica inserita nell’articolo 31 per risolvere i problemi dovuti al mancato controllo sul territorio di specie problematiche a partire dai cinghiali.

Le associazioni hanno chiesto di dare più potere alle Regioni, sia sulla programmazione dei corsi che sull’attuazione dei Piani e valorizzare al meglio la figura del cacciatore, riconosciuto finalmente per il suo ruolo di pubblica utilità.

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Disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi nelle materie dell’agricoltura e della pesca nonché delega al Governo per il riordino e la semplificazione della normativa in materia di pesca e acquacoltura

d’iniziativa dei deputati
GALLINELLA, PARENTELA, VIVIANI, GADDA, NEVI, CARETTA, FORNARO, CADEDDU, CASSESE, CENNI, CIABURRO, CILLIS, CIMINO, LUCA DE CARLO, DEL SESTO, GAGNARLI, GASTALDI, GOLINELLI, L’ABBATE, LIUNI, LO MONTE, LOMBARDO, MAGLIONE, MARZANA, PIGNATONE, EMANUELA ROSSINI, SCHULLIAN, VALLOTTO, ZANOTELLI

Art. 31.
(Semplificazione in materia di controllo della fauna selvatica)

1. Il quarto e il quinto periodo del comma 2 dell’articolo 19 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono sostituiti dai seguenti: «Tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni regionali o provinciali. Queste ultime possono altresì avvalersi delle guardie forestali e delle guardie comunali, dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi nonché di operatori abilitati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano previa frequenza di appositi corsi approvati dall’ISPRA. Qualora per l’abbattimento sia previsto l’uso di arma da fuoco, tali soggetti devono essere muniti di licenza per l’esercizio venatorio».

Art. 32.

(Riconoscimento di associazione venatoria)

1. Al comma 5 dell’articolo 34 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, dopo le parole: «Associazione italiana della caccia – Italcaccia» sono inserite le seguenti: «, Confederazione delle associazioni venatorie italiane – CONFAVI».

Mano tesa dell’Anuu Lazio all’iniziativa ambientale di Fare Verde Onlus

Mano tesa da parte dell’Anuu Lazio nei confronti dell’associazione Fare Verde Onlus che, in questi giorni, è impegnata nell’iniziativa “Il Mare d’inverno” per ripulire le spiagge del litorale pontino dall’enorme quantità di rifiuti accumulatisi nel corso dei mesi. Per l’ultima tappa, quella del 3 Febbraio a Sperlonga, sono pronti anche i rappresentanti dell’Associazione Migratoristi Italiani che ha nel proprio statuto, come uno degli obiettivi primari, la salvaguardia dell’ambiente, esattamente come Fare Verde: “Siamo a completa disposizione della Onlus – spiega il responsabile regionale Paolo Crocetta – per dare un sostegno significativo e questa iniziativa e alle prossime che l’associazione ambientalista vorrà mettere in campo. Anuu e Fare Verde sono accomunate dalla stessa mission, la salvaguardia dei territori, priorità assoluta che ci vede in campo per diversi progetti”. L’Associazione dei Migratoristi ha infatti raccolto centinaia di firme per richiedere il riconoscimento dello Schioppo di Frosinone quale monumento naturale e, attraverso i rappresentanti locali, ha dato vita alla pulizia delle sponde del fiume Melfa nel tratto che attraversa Casalvieri.

PRIMO PIANO: Nominati i componenti del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale

Nominati dal Governatore del Lazio Nicola Zingaretti i componenti del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale del quale fa parte anche il responsabile dell’ANUU Lazio Paolo Crocetta. Di seguito la composizione dell’organismo:

PRESIDENTE
 ONORATI Enrica, Assessore regionale all’Agricoltura, Promozione della filiera e della cultura del cibo, Ambiente e Risorse Naturali.

MEMBRI
 I dirigenti pro-tempore delle aree decentrate agricoltura di Lazio Nord, Lazio Centro, e
Lazio Sud o loro delegati;
 REA Antonio, designato dalla C.I.A. – Confederazione Italiana Agricoltori Associazione
Regionale del Lazio;
 CHIARINI Giuseppe Ferdinando, designato dalla Federazione Regionale Agricoltori del
Lazio, Confagricoltura Lazio;
 COLOGNESI Daniele, designato dalla Federazione Regionale del Lazio della Coltivatori
Diretti;
 POMPETTI Aldo, designato dalla Federcaccia Lazio;
 GIULIANELLI Rosato, designato dall’Unione Nazionale Enalcaccia Pesca e Tiro;
 GUARNIERI Alfio, designato dall’A.N.L.C. Associazione Nazionale Libera Caccia;
 SIDDERA Giancarlo, designato dall’ARCI Caccia;
 GUGLIELMI Luciano, designato dall’ITALCACCIA-ITALPESCA Associazione Italiana
della Caccia;
 CROCETTA Paolo, designato dall’A.N.U.U. Associazione dei Migratoristi Italiani per la
conservazione dell’ambiente naturale;
 CARTONI Galdino, designato dall’E.P.S. Ente Produttori Selvaggina;
 CASCIANELLI Domenico, designato dal W.W.F. Italia, sez. regionale del Lazio;
 SCACCHI Roberto, designato dalla LEGAMBIENTE LAZIO;
 ALBARELLA Giovanni, designato dalla LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli, Sez. Lazio
ONLUS;
 GRILLI Tiberio, designato dall’EKOCLUB International ONLUS;
 CIUCCI Paolo, designato dall’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”;
 DI GIANNANTONIO Gianluca, designato dall’E.N.C.I. Ente Nazionale della Cinofilia
Italiana;

SEGRETARIO
 Dirigente pro-tempore dell’Area 20 – Area Politiche di Prevenzione e Conservazione della Fauna Selvatica e Gestione delle Risorse della Pesca e dell’Acquacoltura – Direzione
Regionale Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Caccia e Pesca.

Il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale dura in carica cinque anni, non comporta oneri a carico del Bilancio regionale e non dà diritto a gettoni di presenza, rimborsi spese e/o qualsiasi altro emolumento.

PRIMO PIANO: Gestione coordinata cinghiali non più rinviabile. Così il ministro Centinaio in aula.

Per la gestione della questione cinghiali, e più in generale degli animali carnivori selvatici, “è necessario agire in maniera coordinata su tutto il territorio e impostare interventi di gestione che risultino efficaci a breve termine, ma soprattutto che consentano di stabilizzare la situazione nel lungo periodo“. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio, intervenendo ieri al question time alla Camera sull’interrogazione “Iniziative volte a modificare la legge n. 157 del 1992 al fine di implementare i poteri delle regioni in ordine ai piani di caccia finalizzati al contenimento delle specie per le quali si rendono necessarie operazioni di controllo numerico, anche con l’ausilio di operatori volontari opportunamente formati“, sottoscritta da 106 deputati della Lega.

Questo il testo integrale della risposta

Signor Presidente, onorevoli deputati, premetto che un piano per la gestione della “questione cinghiali” e più in generale degli animali carnivori è necessario e non più rinviabile. Ritengo sia giusto tutelare la fauna, ma devono esserci delle limitazioni, perché dobbiamo garantire la sicurezza delle persone nelle campagne e nei centri abitati, oltre ovviamente ai campi e ai raccolti, frutto del lavoro di chi vive ogni giorno di questo. Non possiamo più permettere che si verifichino incidenti come quello avvenuto sulla A1. Ricordo che i cinghiali sono responsabili di gran parte dei danni causati dagli animali selvatici alle produzioni agricole, e rappresentano un rischio reale di trasmissioni di epidemie di grande rilevanza e particolarmente gravi, quali la peste suina africana, che dai Paesi europei del Nord Est, proprio attraverso i cinghiali, è stata recentemente rilevata in Belgio, e rappresenta una minaccia concreta per le produzioni agroalimentari, in particolare insaccati e prosciutti, vanto del made in Italy. Il problema è da tempo all’attenzione mia personale e del Governo; infatti con gli assessori regionali abbiamo di recente condiviso un pacchetto di misure volte a rendere più incisivi gli strumenti di contrasto all’incremento della popolazione dei cinghiali.

È necessario agire in maniera coordinata su tutto il territorio e impostare interventi di gestione che risultino efficaci a breve termine, ma soprattutto che consentano la stabilizzazione della situazione nel lungo periodo. In tale direzione, in accordo con il Ministero dell’ambiente, lo scorso 16 novembre abbiamo istituito un gruppo di lavoro incaricato, fra le varie cose, di formulare proposte per l’adeguamento del quadro normativo sanzionatorio relativo ai danni da fauna selvatica. La presentazione della relazione conclusiva avverrà entro il prossimo 31 marzo.

 

In replica l’on.le  Guglielmo Golinelli, firmatario dell’interrogazione ha detto:

Presidente, ringrazio il Ministro per gli impegni presi. Per rimanere sul tema dei rischi sanitari, ricordiamo, ad esempio, anche la West Nile, che lo scorso anno ha contagiato 577 persone e provocato 42 decessi, che vede nei corvidi il principale serbatoio, o, per ripetere le sue parole, la peste suina africana, che se dovesse comparire in un solo capo suino domestico in un allevamento del nord Italia bloccherebbe l’esportazione di carne verso tutto il resto d’Europa. Ci tengo anche a fare chiarezza sulle informazioni che sono girate in questi giorni e provenienti dai soliti animalisti da salotto: l’aumento spropositato della fauna selvatica non è dovuto all’avidità dell’uomo, ma al fatto che in quarant’anni abbiamo perso il 60 per cento dei cacciatori, che attualmente hanno un’età media di sessantacinque anni; al fatto che si sono spopolate le zone rurali più marginali e che, con i cambiamenti climatici, i cinghiali arrivano ad avere un incremento utile annuo del 180 per cento e c’è un tasso maggiore di sopravvivenza delle specie selvatiche.

Ritengo che a fronte di questi avvenimenti sia necessario, come detto da lei, ammodernare la legge n. 157 del 1992 e non parlare più di protezione della fauna selvatica ma di gestione della fauna selvatica. Il primo problema è relativo alla questione dei piani di controllo; dobbiamo inserire la figura del cacciatore abilitato e volontario nell’effettuazione dei piani di controllo, in quanto le guardie provinciali non sono più in grado di sostenere questa domanda. È necessario anche rafforzare e velocizzare l’iter per la concessione delle deroghe venatorie per i periodi cacciabili e, a mio avviso, anche introdurre una norma per la commercializzazione della carne di selvaggina, in modo da creare reddito e da tracciare questa verso i nostri consumatori.

PRIMO PIANO: Dramma cinghiali, l’ANUU chiede l’intervento deciso del Governo

Il gravissimo incidente stradale sull’Autosole causato dai cinghiali riaccende i riflettori su una vicenda per la quale l’Anuu si sta battendo da anni. La specie animale continua a riprodursi a ritmi sostenuti provocando danni a uomini, ambiente e agricoltura. E’ arrivato il momento di dire basta: “La politica – sottolinea Renato Antonucci dell’Anuu Lazio – prenda in mano la situazione perché gli enti preposti a gestirla hanno dimostrato ancora una volta di non essere efficienti. La nostra associazione è a fianco di chi vuole salvaguardare gli animali ma il problema dei cinghiali non è più gestibile perché in forte sovrannumero. Il rapporto territorio-selvaggina è da tempo squilibrato a favore degli animali, in particolare i soggetti ibridi che si riproducono a ritmi incessanti e distruggono l’ambiente creando un serio danno ecologico. Chiediamo che venga bloccato l’operato di tutti gli ATC d’Italia e che il governo entri nella questione con un provvedimento urgente creando un tavolo di concertazione che dia ai Sindaci alle Province ai Prefetti agli ADA regionali il potere e la possibilità, insieme anche ai rappresentanti delle associazioni riconosciute, di trovare soluzioni per tornare a ridare equilibrio all’ambiente. Bisogna dunque abbattere in maniera coscienziosa e mirata i cinghiali in surplus sull’intero territorio nazionale, nel Lazio e in provincia di Frosinone. E’ da tempo che chiediamo venga posto in essere un piano per evitare non solo tragedie umane come quella dell’A1 ma fermare anche la devastazione dell’ambiente già di turbato da numerose fonti di inquinamento e dei raccolti da parte dei cinghiali”.