Il presidente regionale Paolo Crocetta responsabile nazionale settore vigilanza

Il Presidente Anuu Lazio Paolo Crocetta è stato nominato dal Comitato Esecutivo, riunitosi in videoconferenza lo scorso 3 Settembre, responsabile nazionale pro tempore del settore vigilanza dell’ANUUMigratoristi.

A Crocetta sono andati gli auguri di buon lavoro da parte dell’intero direttivo nazionale, certo che saprà svolgere il proprio compito con passione e competenza.

Controllo faunistico, la Corte Costituzionale riconosce l’utilità pubblica della figura del cacciatore

La giurisprudenza riconosce, anche a livello costituzionale, l’importanza del ruolo del cacciatore nel corso dell’intero arco dell’anno. E a farlo è addirittura la Corte Costituzionale, chiamata a decidere in merito al ricorso sulla costituzionalità della legge regionale toscana numero 3 del 12 gennaio 1994, con la quale la Regione aveva recepito la legge quadro nazionale sulla caccia 157/92. In particolare, la Corte era chiamata a esaminare il ricorso del WWF e di altre sigle anticaccia in merito alla costituzionalità della legge regionale nella parte in cui estende l’elenco dei soggetti abilitati a effettuare le operazioni di controllo delle popolazioni di cinghiale rispetto a quelli previsti dall’articolo 19, comma 2, della legge quadro.
Con la sentenza 21 del 14 gennaio scorso, la Corte Costituzionale ha stabilito che in materia di controllo faunistico la figura del cacciatore presenta “elementi di qualificazione pubblicistica”, vale a dire di pubblica utilità. Pertanto, pur trattandosi di “soggetti ulteriori, rispetto a quelli elencati dalla norma statale” da adibire al controllo faunistico delle specie problematiche, in questo contesto i cacciatori non possono essere identificati semplicemente come tali, quanto piuttosto come operatori faunistici che svolgono la propria attività per la tutela dell’ambiente, della fauna e delle produzioni agricole, peraltro abilitati con tanto di specifica formazione e coordinati dal corpo di polizia provinciale.
Del resto – riporta la Corte Costituzionale nella sua sentenza – lo stesso Ispra, e prima ancora l’Infs, hanno riconosciuto con realismo che per realizzare i piani di controllo non è quasi mai sufficiente la disponibilità dei pubblici ufficiali individuati dalla legge statale, di fatto aprendo al mondo venatorio per la corretta gestione dei territori. A voler guardare il problema senza steccati ideologici, è palese ormai come le aree protette, che pure aumentano di numero ed estensione ogni anno, non riescano più a gestire l’ordinaria amministrazione in materia di gestione faunistica. Quest’ultima ha ormai assunto i connotati dell’emergenza, per far fronte alla quale il personale dei parchi e delle varie Province non è minimamente sufficiente. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: caprioli in autostrada, cinghiali in città, biodiversità in profonda sofferenza, incidenti stradali e ingenti danni alle colture agricole. Ecco perché, a maggior ragione, appare indispensabile l’urgenza di trovare il giusto percorso affinché ciascuno, tra i portatori di interesse in materia faunistica, agricola e ambientale possa svolgere il proprio ruolo in piena dignità e con il rispetto delle altre categorie. Ora che l’utilità pubblica del cacciatore, a patto che sia formato e consapevole, è stata riconosciuta dalla Corte Costituzionale, ci si augura che questo percorso diventi più agile e rapido.

Per la prima volta nella Regione Lazio la preapertura non si farà

Questo è il risultato di una politica “scellerata” dell’attuale assessore che NON HA MAI ascoltato il mondo venatorio nonostante da tempo abbiamo chiesto tavoli di confronto proprio per ovviare a tutto questo ed arrivare a scelte condivise.

Una regione virtuosa come le Marche ha messo in preapertura il colombaccio, l’alzavola, il germano reale, la marzaiola e la quaglia e nonostante il ricorso fatto dai soliti noti, il Tar lo ha respinto sospendendo solo la caccia il preapertura alla specie tortora e mantenendo tutto il resto.

Del resto la Regione Marche ed altre regioni hanno dimostrato una diversa sensibilità politica nei confronti del mondo venatorio al contrario della regione Lazio dove i cacciatori vengono sempre considerati e additati nel peggiore dei modi

Quindi con dialogo e buon senso si poteva arrivare ad un decreto “dignitoso” invece i nostri politici hanno sempre ben altro a cui pensare ricordandosi dei cacciatori solo per usarli come bancomat per le casse della regione o per chiedere voti in prossimità delle elezioni.

L’assessore, contrariamente a quanto richiesto dal mondo venatorio, ha provato a pubblicare un decreto di cui si dovrebbe vergognare all’infinito proponendo la caccia in preapertura solo della specie cornacchia e gazza pensando che tanto bastasse a dare il “contentino” e mettere tutti a tacere.

Ribadiamo quanto già chiesto al Presidente Zingaretti… assessore Onorati, questo ruolo non fa per lei SI DIMETTA al più presto … meritiamo rispetto…. molto più di quanto ce ne ha concesso finora!

I PRESIDENTI REGIONALI DI:

F.I.D.C. – Aldo Pompetti

A.N.L.C.- Alfio Guarnieri

ENALCACCIA – Sergio Marsella

ITALCACCIA – Vincenzo Ricci

ANUU MIGRATORISTI – Paolo Crocetta

Referendum contro la caccia: lettera dell’Anuu Lazio alla Rai per chiedere rettifica servizio Tg3

Spett.le Presidente e all’Amministratore Delegato della Rai

L’ANUU Lazio è rimasta letteralmente basita dalle dichiarazioni rese dal signor Pier Paolo Cirillo, Vice Presidente del comitato “Si, aboliamo la caccia”, imprudentemente diffuse dalla Vs. testata riguardo il mondo della caccia nella Regione Lazio e in generale nel Paese.

Un messaggio distorto che la nostra Associazione chiede venga corretto: il ripopolamento dei cinghiali è vietato dalla legge, non avviene certamente per mano dei cacciatori ma se questa specie continua a proliferare invadendo persino le strade della Capitale, è responsabilità delle autorità che non hanno saputo mettere in atto un piano di ridimensionamento più volte chiesto proprio dal mondo venatorio.

Occorre inoltre specificare che le Associazioni non percepiscono alcun contributo o finanziamento pubblico, anzi, sono i cacciatori a versare la tassa di concessione governativa, la cui addizionale viene ristornata (tra l’altro solo parzialmente rispetto al dovuto). Dunque una partita di giro di risorse private che non appartengono allo Stato.

RingraziandoVi per l’attenzione, chiediamo una immediata, rettifica come da regolamento RAI.

Cordiali saluti

Paolo Crocetta

Richiesta riduzione tasse concessioni regionali

Le scriventi Associazioni Venatorie Regionali,

premesso che

in data 03.11.2020, con il DPCM contenente le nuove misure per fronteggiare la “seconda ondata” dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 in Italia, il territorio nazionale è stato suddiviso in aree di rischio (alto, intermedio, basso);

nelle Regioni a rischio alto e intermedio, c.d. rispettivamente “zona rossa” e “zona arancione”, è stato vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza , domicilio o abitazione, salvo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute;

le suddette  misure sono state riconfermate senza soluzione di continuità con DPCM 03.12.2020 e DPCM 14.01.2021;

considerato che

i provvedimenti adottati dall’esecutivo per fronteggiare l’emergenza sanitaria hanno di fatto impedito o comunque molto limitato l’esercizio dell’attività venatoria da parte dei cacciatori che hanno provveduto al regolare pagamento delle tasse per le concessioni governative e regionali all’esercizio venatorio per l’intera stagione 2020/2021;

dette tasse hanno natura corrispettiva in quanto solo a fronte del loro versamento la P.A. consente agli interessati di poter svolgere l’attività venatoria;

l’importo di dette tasse è commisurato ai periodi di caccia stagionali stabiliti dalla legge n. 157/92 e dalla legge regionale 17/95, come annualmente determinati dai rispettivi calendari venatori;

la sospensione dell’attività venatoria, a seguito delle misure anti-Covid richiamate, adottate successivamente al versamento delle tasse in oggetto, ha determinato l’impossibilità di esercitare le attività per le quali tali tasse sono state corrisposte;

a fronte di tale impossibilità sopravvenuta si impone la rinegoziazione dei tributi concessori;

in base a quanto sopra , alcune Regioni come la Sicilia sono già intervenute sul tema prevvedendo un ristoro per i cacciatori che hanno pagato le tasse previste senza poter esercitare la propria attività, con la riduzione del 50% della tassa di concessione regionale per il 2021/2022 ,

tutto ciò premesso, considerato e rilevato;

si richiede

in ipotesi, la riduzione in compensazione della suddetta tassa per la stagione venatoria 2021/2022, proporzionalmente calcolata tenendo conto del numero di giorni in cui la stagione venatoria 2020/2021 è stata interrotta.

Certi di un vostro attento esame di quanto richiesto, le scriventi associazioni ribadiscono la propria disponibilità ad ogni forma di confronto e di collaborazione

Roma,04.05.2021

FEDERCACCIA LAZIO

LIBERACACCIA LAZIO

ANUU LAZIO

ENALCACCIA LAZIO

ARCICACCIA LAZIO

ITALCACCIA LAZIO

Richiesta di misure urgenti per la gestione della fauna in conseguenza delle norme anti-Covid19.

Le disposizioni atte a contrastare la diffusione del COVID 19 in vigore nella Regione Lazio da lunedì 15, rendono difficoltosa la restituzione del tesserino venatorio entro i termini stabiliti (31 marzo); ciò anche in ragione del particolare regime lavorativo vigente negli Uffici pubblici, teso a limitare il lavoro “in presenza” solo per prenotazione, richiede pertanto di posticipare la data di riconsegna del tesserino medesimo almeno al 30 giugno o, in alternativa, prevedere la modalità riconsegna vecchio – ritiro nuovo, in previsione della nuova stagione venatoria.
Le scriventi Associazioni chiedono inoltre che vengano garantite le seguenti attività:

  1. Attivare piani di caccia di selezione approvati dalla Regione Lazio;
  2. Attuazione piani di controllo di specie problematiche approvati dalla Regione Lazio;
  3. Svolgimento attività cinofila in Z.A.C. e A.T.V.;
  4. Monitoraggio e ripopolamento fauna negli A.A.T.T.C.C. e nelle A.A.F.F.V.V. secondo i programmi approvati.
    Si tratta, con tutta evidenza, di attività finalizzate alla tutela degli equilibri faunistici, alla salvaguardia delle imprese agricole, alla riduzione di sinistri stradali, alla cura del benessere animale.
    Si evidenzia che nessuna delle predette attività prevede situazioni di assembramento, e il tutto può essere svolto nel più rigoroso rispetto delle norme anti COVID.
    Certi di un Vostro attento esame di quanto richiesto, le scriventi Associazioni ribadiscono la propria disponibilità ad ogni forma di confronto e di collaborazione.
    FEDERCACCIA LAZIO
    ARCICACCIA LAZIO
    ITALCACCIA LAZIO
    ENALCACCIA LAZIO
    LIBERACACCIA LAZIO
    ANUULAZIO

“Torre Baccelli” il 5° Trofeo “Guido Sconza”: ecco tutti i vincitori

Nel pieno rispetto di tutte le normative in materia di Covid-19 si è svolto, presso la ZAC “Torre Baccelli” il 5° Trofeo “Guido Sconza”  – Gara Cinofila su quaglie senza sparo.

Hanno partecipato 36 concorrenti provenienti dalle province di Roma e Rieti.

La classifica è così composta:

Inglesi: 1° Alessandro Alessandri, 2° e 3° Lucaioli Roberto

Continentali: 1° Silvi Giorgio, 2° Castelli Alberico  3° Meconi Francesco
Cerca: 1°Meconi Francesco, 2° Silvi Giorgio
Inglesi: 1° Alessandri Alessandro 2° e 3° Lucaioli Roberto

Barrage – Trofeo “Guido Sconza” – Silvi Giorgio con Breton.

Un ringraziamento al responsabile della cinofilia Regionale Lazio – Vespa Antonio ed ai suoi collaboratori Augusto Marchetti, Maurizio Procaccini e Francesco Pennacchia, nonchè ai responsabili della ZAC ed a quanti hanno permesso l’ottima riuscita della gara, con i premi messi in palio dalla Presidenza Provinciale di Roma e consegnati dallo stesso Presidente Provinciale Paolo Crocetta.

Un ringraziamento particolare alla famiglia del socio Guido Sconza che ha partecipato all’evento.