Richiesta di misure urgenti per la gestione della fauna in conseguenza delle norme anti-Covid


Le scriventi Associazioni chiedono che sia consentito lo spostamento al di fuori dei confini del Comune di residenza per le attività di seguito elencate:
a) Per le attività di controllo della fauna selvatica, secondo i tempi e le modalità approvate dalla Regione;
b) Parimenti, per le attività relative alla caccia di selezione;
c) Per l’esercizio dell’attività venatoria nell’ATC che ricomprende il Comune di residenza anagrafica e per gli iscritti come residenza venatoria nel medesimo ATC Laziale, anche per le forme di caccia collettive (braccata – girata) che obbligatoriamente possono svolgersi al raggiungimento del numero minimo di presenze;
d) Per l’esercizio in Aziende Faunistico Venatorie e Aziende Agroturistico Venatorie, in quanto cacciatori autorizzati dal concessionario;
e) Per le attività connesse e complementari, quali il recupero cani, recupero ungulati feriti, trasporto e trattamento carcasse, monitoraggio fauna in generale e in specie beccaccia, addestramento cani in ZAC.
Quanto sopra evidentemente è limitato ai soli residenti anagraficamente nella Regione Lazio, con esclusione di eventuali accordi di reciprocità venatoria.
Il tutto dovrà avvenire nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e con l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

A corredo di quanto sopra richiesto ci permettiamo di sottoporre alle Autorità in indirizzo le seguenti considerazioni:
1) L’attività venatoria in quanto tale non è sospesa. Peraltro già dalla documentazione attingibile dal sito INAIL, la caccia risulta classificata a basso impatto sul rischio epidemico, così come per le attività agricole e di coltivazione orti, pesca, raccolta funghi, escursionismo (purché nel rispetto delle suddette norme di distanziamento e di protezione). Nell’ambito di dette considerazioni, va ovviamente ricompresa la citata attuazione dei piani di controllo (anche se come noto non costituiscono attività venatoria);
2) Ciò premesso per quanto attiene alla bassa pericolosità delle attività citate, torna utile soffermarsi sull’attuale quadro normativo di riferimento. Soppressa la competenza delle Province in materia, l’unico perimetro amministrativo (sia gestionale che territoriale) è costituito dagli ATC. Entro il perimetro degli stessi, il legislatore ha voluto fissare l’obiettivo di equilibrio tra le esigenze faunistico ambientali e quelle del prelievo venatorio. In tale contesto si colloca la gestione di specie problematiche, causa di danni all’agricoltura, e spesso (come nel caso della specie cinghiale e di altri ungulati) di sinistri stradali;
3) Oltre nel non apparire congruente, col quadro tecnico – normativo predetto,
l’indicazione della caccia secondo il perimetro del Comune di residenza può essere fonte di squilibri faunistici derivanti da anomale pressioni venatorie da un lato, dall’altro può fungere da impedimento nel raggiungimento di obiettivi come fissati dagli atti regionali di programmazione (vedasi l’attuale Disciplina di caccia al cinghiale). Ciò detto le scriventi Associazioni, nel rinnovare la propria disponibilità alla collaborazione con le istituzioni, sulla scorta di provvedimenti analoghi emanati anche da Regioni limitrofe, attendono l’emanazione tempestiva di disposizioni regionale che, dando le dovute certezze, consentano il giusto equilibrio tra le esigenze ambientali, agricole, faunistico venatorie, e quelle economico – sociali, già fortemente colpite dalla pandemia in corso.
Fiduciosi che la presente venga favorevolmente accolta, porgiamo distinti saluti.


FEDERCACCIA LAZIO
LIBERA CACCIA LAZIO
ARCICACCIA LAZIO
ANUU LAZIO
ITALCACCIA LAZIO
ENALCACCIA LAZIO
COLDIRETTI LAZIO
CIA LAZIO
CONFAGRICOLTURA LAZIO

Strage di oche nel Lago di Canterno. L’Anuu Lazio condanna duramente il vile gesto.

L’Annu Lazio, associazione venatoria che si batte per il rispetto dell’ambiente, condanna con forza la brutale uccisione delle oche al Lago di Canterno. Animali indifesi che animavano le acque dell’oasi naturale rappresentando una tenera attrazione per bambini e turisti.

Un episodio di violenza inaudita e gratuita per la quale l’associazione chiede si faccia luce. L’auspicio è che venga individuato il colpevole e che paghi per il gesto.

Mettere fine alla vita delle oche colpendole con una pistola solo per puro divertimento, è qualcosa di incivile che l’Anuu Lazio non può che condannare aspramente.

Perimetrazione area contigua versante laziale: lettera del socio Anuu Lazio Antonucci ai sindaci

I Consigli comunali di Pescosolido, Campoli Appennino, Settefrati, Picinisco, Gallinaro, Atina, Villa Latina e San Biagio Saracinisco, vengano messi nella condizione di poter decidere in merito alla delibera del 30 dicembre con la quale il PNALM ha provato la proposta di perimetrazione dell’area contigua del Versante Laziale. A chiederlo, a gran voce, il delegato ai rapporti istituzionale con il mondo agricolo, ambientale e venatorio dell’associazione Anuu Lazio e di Wilderness Renato Antonucci: “Questo – sottolinea – anche in riferimento alle delibere di Giunta della Regione Lazio con le quali la direzione regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette, ha promosso e coordinato una fase finalizzata per giungere ad una proposta, più condivisa possibile, con gli enti locali interessati. A tal proposito – spiega Antonucci – tutte le associazioni ambientaliste anticaccia continuano a chiedere come mai i governi regionali non istituiscano la cosiddetta area contigua del parco Nazionale d’Abruzzo: la risposta è semplice e logica, non la si può istituire senza l’assenso formale dei comuni interessati. Senza il suddetto formale e legittimo assenso l’Area Contigua verrebbe annullata dalla Corte Costituzionale e basterebbe che un solo comune impugnasse quanto imposto dalle regioni e dallo Stato. Noi cittadini-cacciatori – conclude Antonucci – sollecitiamo quindi i Consigli comunali degli otto comuni interessati, Pescosolido, Campoli Appennino, Settefrati, Picinisco, Gallinaro, Atina, Villa Latina e San Biagio Saracinisco, a deliberare con un semplice ma importante e chiaro, sì o no, alla suddetta perimetrazione imposta dal PNALM”.

Possibilità esercizio venatorio in zona arancione e riduzione tasse

L’Anuu Lazio ha inviato una lettera al governatore Nicola Zingaretti e all’assessore al ramo per chiedere la possibilità di effettuare l’esercizio venatorio in zona arancione e la riduzione delle tasse regionali.

Ecco il testo integrale:

Richiesta Anuu: “Braccate autorizzate per la caccia al cinghiale!”

“Caccia al cinghiale, si autorizzino ‘braccate’ senza vincolo di partecipanti”. La richiesta arriva dall’associazione Anuu di Viterbo ed è stata inoltrata ai distretti di caccia Atc Vt1 e Vt2, all’Ada e alla Coldiretti.

Ebbene sì, il Covid crea problemi anche al mondo venatorio. La caccia, al momento, non è sospesa, ma la formazione delle squadre per organizzare le battute di caccia al cinghiale potrebbe creare non pochi problemi agli appassionati. 

“La normativa vigente – spiega Giulio Bernardini, presidente dell’Anuu di Viterbo – prevede che per poter cacciare in ‘braccata’ partecipi il 50 per cento più uno dell’intera squadra che, a sua volta, deve essere composta da un minimo di 25 partecipanti fino a un massimo di 70 e che il 50 per cento più uno di questi sia residente nel comune in cui la squadra si costituisce. Ma il resto dei membri può venire da qualsiasi altro comune: che sia della stessa provincia o di un’altra, se non addirittura di un’altra regione d’Italia”.

Da qui il problema. Con la suddivisione dell’Italia in zone rosse, arancioni o gialle è chiaro che qualora alcuni dei cacciatori della squadra siano residente in un territorio dal quale non possono spostarsi, anche gli altri membri che si trovano in un’area in cui potrebbero cacciare, si trovano costretti a non farlo.

“La nostra preoccupazione, sia chiaro – sottolinea Giulio Bernardini – non è solo quella di vederci rinunciare a uno sport che amiamo. I cinghiali nella Tuscia sono così in sovrannumero che tutti ben conoscono ciò che finiscono per provocare: danni alle colture, incidenti stradali, incursioni in città e centri abitati. La caccia è necessaria anche per questo, soprattutto per questo”.

L’Anuu, dunque, chiede che venga concessa, in deroga alle normative vigenti, la possibilità di poter cacciare anche senza dover raggiungere il numero minimo di componenti delle squadre.

Peste suina africana, il mondo venatorio scrive al Ministro Bellanova

Le scriventi Associazioni Venatorie Riconosciute Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina) e il Comitato Nazionale Caccia e Natura – CNCN), riunite nella Cabina di Regia Unitaria del mondo venatorio hanno ricevuto nelle scorse ore la notizia della imminente emanazione di un Decreto Legge del MIPAAF, da Lei proposto, per mettere in campo azioni di prevenzione della peste suina.

In premessa, la cabina di regia venatoria ritiene assolutamente condivisibile ed opportuna tale iniziativa, per le finalità che intende raggiungere. Purtroppo, se venissero confermate alcune indiscrezioni circa la formulazione del testo (ad esempio, ci viene riferito che una delle norme preveda di sottoporre a visita veterinaria l’intera spoglia di tutti i cinghiali abbattuti con la conseguente ampia probabilità che, se fosse trovato un capo infetto, con tale procedura si diffonderebbe ampiamente l’infezione anche ai capi sani), ciò rischierebbe concretamente di bloccare l’intero prelievo del cinghiale sul territorio nazionale, ottenendo l’effetto opposto a quello voluto dal decreto e portando alla perdita di migliaia di cacciatori che ogni giorno monitorano la situazione in ogni parte del Paese. Infatti il Decreto entrerebbe subito in vigore e ci vorrebbero invece settimane o mesi affinché le ASL si possano organizzare di conseguenza per far fronte alle varie prescrizioni.

Siamo a completa disposizione per approfondire la questione con Lei o con un Suo delegato, per contribuire alla soluzione del problema.

Cabina di Regia Unitaria del mondo venatorio
(Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Italcaccia,Ente Produttori Selvaggina e Comitato Nazionale Caccia e Natura)