Peste suina africana, il mondo venatorio scrive al Ministro Bellanova

Le scriventi Associazioni Venatorie Riconosciute Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina) e il Comitato Nazionale Caccia e Natura – CNCN), riunite nella Cabina di Regia Unitaria del mondo venatorio hanno ricevuto nelle scorse ore la notizia della imminente emanazione di un Decreto Legge del MIPAAF, da Lei proposto, per mettere in campo azioni di prevenzione della peste suina.

In premessa, la cabina di regia venatoria ritiene assolutamente condivisibile ed opportuna tale iniziativa, per le finalità che intende raggiungere. Purtroppo, se venissero confermate alcune indiscrezioni circa la formulazione del testo (ad esempio, ci viene riferito che una delle norme preveda di sottoporre a visita veterinaria l’intera spoglia di tutti i cinghiali abbattuti con la conseguente ampia probabilità che, se fosse trovato un capo infetto, con tale procedura si diffonderebbe ampiamente l’infezione anche ai capi sani), ciò rischierebbe concretamente di bloccare l’intero prelievo del cinghiale sul territorio nazionale, ottenendo l’effetto opposto a quello voluto dal decreto e portando alla perdita di migliaia di cacciatori che ogni giorno monitorano la situazione in ogni parte del Paese. Infatti il Decreto entrerebbe subito in vigore e ci vorrebbero invece settimane o mesi affinché le ASL si possano organizzare di conseguenza per far fronte alle varie prescrizioni.

Siamo a completa disposizione per approfondire la questione con Lei o con un Suo delegato, per contribuire alla soluzione del problema.

Cabina di Regia Unitaria del mondo venatorio
(Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Italcaccia,Ente Produttori Selvaggina e Comitato Nazionale Caccia e Natura)

Regolamentazione dell’attività venatoria nel territorio dell’Isola di Ponza stagione venatoria 2020/2021

La Regione Lazio ha emesso il documento che regola l’attività venatoria nel territorio dell’isola di Ponza per la stagione 2020/2021

Ecco il bollettino:

“Calendario venatorio e regolamento per la stagione 2020/2021”. Disciplina dell’esercizio nell’area di protezione esterna al PNALM versante laziale

Ecco i documenti adottati dalla Regione Lazio:


1 – “Disciplina dell’esercizio venatorio nell’area di protezione esterna al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, versante laziale”.


2-Documento “Misure a tutela dell’Orso bruno marsicano da applicarsi nelle aree critiche: “Monti del Cicolano”, “Monti Ernici”, “Area adiacente al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise” e nelle “Zone Speciali di Conservazione (ZSC) con presenza di Orso bruno marsicano”.

Cabina regia mondo venatorio: “Far ripartire attività e attenzione ai danni alle coltivazioni!”

Le associazioni venatorie riconosciute e il CNCN chiedono attenzione alle Istituzioni sui danni alle coltivazioni da parte della fauna selvatica e auspicano un potenziamento delle sinergie con il mondo agricolo in tema di contenimento faunistico e gestione del territorio.
La cabina di regia del mondo venatorio, in rappresentanza dei cacciatori italiani, conferma il proprio impegno nel rafforzare il dialogo con le istituzioni affinché le attività legate al settore della caccia, in particolare quelle relative al contenimento della fauna selvatica per la tutela dei campi agricoli, possano ripartire nel corso dell’attuale fase 2.
Gli interventi gestionali sulla fauna rappresentano un tassello essenziale per la tutela del settore agricolo, permettendo agli agricoltori di svolgere il proprio lavoro in sicurezza e nelle migliori condizioni: la caccia, infatti, svolge una funzione fondamentale nel regolare gli equilibri nei confronti della fauna selvatica che, se non controllata, arreca danni ingenti alle coltivazioni agricole.
Il sistema venatorio è impegnato in questo contesto a potenziare le sinergie già in atto col mondo agricolo in tema di gestione, sviluppo e tutela del territorio, contribuendo così a garantire al settore primario una crescita sostenibile e a tutti il sufficiente approvvigionamento alimentare.
La pratica della caccia e le attività ad essa correlate, inoltre, non comportano rischi legati ad un potenziale contagio da Coronavirus. L’emergenza sanitaria legata al coronavirus, al pari di quello che sta avvenendo in altri settori, sta segnando profondamente il tessuto sociale economico e produttivo che ruota intorno a diversi sistemi economici, incluso quello della caccia, con potenziali gravi conseguenze sul settore agricolo.
Dopo aver raggiunto il picco dell’emergenza, siamo entrati nella fase 2, che auspichiamo possa permettere alle piccole e medie imprese, di cui è permeato il territorio italiano, di riprendere ad operare, salvaguardando le produzioni essenziali e continuando a garantire posti di lavoro. Di queste fanno parte anche tutte le realtà che operano nell’indotto venatorio, il cui giro di affari ricordiamo ammonta a quasi 8 miliardi di euro, ovvero allo 0,44 del PIL, coinvolgendo quasi 90.000 addetti.
Il distanziamento sociale e l’utilizzo delle mascherine diverranno pratiche obbligatorie nell’esercizio di qualsiasi tipo di attività nelle prossime settimane; il mondo venatorio è pronto ad affrontare questa sfida, a ripartire seguendo tutte le precauzioni del caso e facendosi portatore di un grande senso di responsabilità, che già caratterizza questo settore e le persone che ne fanno parte come quotidianamente dimostrato anche in questi giorni di piena emergenza. Uniti ce la faremo!
Componenti della cabina di regia del mondo venatorio:
Federcaccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina, CNCN (Comitato Nazionale Caccia Natura).

Caccia, la delibera della Regione Lazio: l’Anuu ringrazia a nome dei cacciatori

L’Anuu Lazio, a nome dei cacciatori laziali, intende ringraziare il presidente della Regione Nicola Zingaretti e l’assessore Enrica Onorati per quanto deliberato a favore del mondo venatorio.

In sintesi quanto deliberato:

1. Allo scopo di consentire che lo svolgimento delle attività sociali e socio-sanitarie per
persone con disabilità di cui all’art. 8 al decreto del Presidente del Consiglio del 26 aprile
2020 siano svolte nel pieno rispetto di ogni misura per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori, la riattivazione delle stesse è subordinata
all’adozione del Piano regionale territoriale ed alla comunicazione attestante l’adozione di tutte le misure di prevenzione e contenimento definite nel citato Piano che, il gestore della struttura, deve effettuare sia al Comune presso il quale insiste la medesima, sia all’azienda sanitaria locale di riferimento.

2. Con riferimento alle attività economiche e commerciali, sono consentite le seguenti attività:

a. per le concessioni con finalità turistico ricreative che insistono sul demanio marittimo
e sul demanio lacuale e relative aree di pertinenza, nonché per le strutture ricettive all’aria aperta, l’accesso alle strutture e agli spazi aziendali è consentito esclusivamente
al personale impegnato in attività di manutenzione, vigilanza, pulizia, anche con mezzi meccanici, e sanificazione, anche degli arenili, ivi comprese le attività di allestimento, compreso il montaggio e la manutenzione delle strutture amovibili.

b. nell’ambito delle attività di cantieristica navale, la “consegna di magazzino”, nonché
le attività propedeutiche allo spostamento dal cantiere all’ormeggio o comunque finalizzate alla consegna.

c. lo spostamento, nell’ambito del territorio regionale, all’interno del proprio comune o
nei comuni dove sono i natanti o le unità diporto di proprietà, per lo svolgimento, per
non più di una volta al giorno, delle sole attività di manutenzione, riparazione, e sostituzione di parti necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione
del bene, da parte dell’armatore, del proprietario o del marinaio con regolare
contratto di lavoro;

d. nell’ambito delle attività di rimessaggio, delle marine o nei luoghi appositamente attrezzati, in considerazione delle esigenze di tutela del bene che potrebbe essere esposto
a danni irreparabili in ragione di una carente attività manutentiva e di conservazione,
l’attività di manutenzione dei natanti e imbarcazioni da diporto, nonché le attività
propedeutiche allo spostamento dal cantiere all’ormeggio; i rimessaggi e le marine
che hanno in deposito le imbarcazioni, nelle aree di manutenzione devono osservare
l’obbligo di rispetto delle normative di settore e di ogni altra misura finalizzata
alla tutela dal contagio, avendo anche cura di interdire l’accesso ai non addetti ai
lavori

e. la vendita delle calzature per bambini sia all’interno dei negozi specializzati in abbigliamento per bambini sia nei negozi specializzati in calzature per bambini;
f. l’attività dei restauratori purché svolta in cantiere (con il pieno rispetto delle specifiche
di cui all’allegato 7 del DPCM del 26 aprile 2020) o in laboratorio, fermo restando
il pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del
contagio da COVID-19;

g. l’attività da parte degli esercizi di toelettatura degli animali di compagnia, purché il
servizio venga svolto per appuntamento, senza il contatto diretto tra le persone, e
comunque in totale sicurezza, nella modalità “consegna animale per toelettatura ritiro
animale”, utilizzando i mezzi di protezione personale e garantendo il distanziamento
sociale;

h. l’attività di allevamento e di addestramento di animali assicurando il rispetto della
distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

3. Le attività del Mercato ortofrutticolo di Fondi e del Centro agroalimentare di Roma
osservano le seguenti misure:

a. rilevazione della temperatura agli ingressi;

b. obbligo di utilizzo di guanti e mascherine per gli addetti;

c. chiusura settimanale di una giornata per effettuare sanificazione, nonché sanificazione degli ambienti in gestione ai singoli operatori (magazzini e/o stand interni ed esterni).

4. Con riferimento alle attività sportive, sono consentite a decorrere dal 6 maggio 2020, le
seguenti attività:

a. l’allenamento in forma individuale di atleti professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal
Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse, anche per gli atleti di discipline sportive non individuali;

b. l’attività motoria e sportiva all’aperto in forma individuale, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. È consentito per tali attività lo spostamento individuale solo in ambito provinciale. Esclusivamente per lo svolgimento in forma amatoriale di pesca sportiva da terra in acque interne e in mare è autorizzato lo spostamento nell’intero ambito regionale, al solo scopo di consentire il raggiungimento
del litorale marittimo.

c. entro il 5 maggio 2020 gli enti gestori delle strutture sportive consentite, ai sensi del
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020 e della presente
ordinanza, predispongono il protocollo delle misure di sicurezza da adottare per lo
svolgimento delle attività. In ogni caso le attività all’interno di strutture sportive possono
svolgersi solo previa predisposizione del protocollo di sicurezza.

Le attività indicate nella presente ordinanza dovranno comunque svolgersi nel rispetto di tutte le disposizioni e prescrizioni finalizzate al contenimento del contagio previste dai precedenti e vigenti provvedimenti nazionali e regionali, con particolare riguardo ai contenuti del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.

Clicca nel link in basso per scaricare l’intera ordinanza:

ordinanza

Consiglio Europeo, respinto l’emendamento contro la caccia

In qualità di socio Anuu e Wilderness della Provincia di Frosinone, intendo ringraziare quanti sono riusciti, nella seduta del Consiglio Europeo del 16 Aprile scorso, a respingere la proprio dei gruppi “animalisti-ambientalisti” e Cinquestelle, destinata a vietare il commercio e il consumo di animali selvatici, che avrebbe causato pesanti conseguenze per la caccia e la conservazione della natura in tutta Europa. Infatti, nella stessa seduta, il voto contrario di 449 deputati del PPE, Identità Democratica e dei Riformisti Europei, è stato respinto l’emendamento, proposto dal gruppo dei Verdi ed animalisti del nord Europa.

A coordinare l’attività, è stato l’On. Marco Deostro che si è avvalso della preziosa collaborazione della FACE (Federazione delle associazioni dei cacciatori europei, il cui presidente onorario era il compianto Avv. Bana) e ELO (Associazione europea dei proprietari terrieri) che, a loro volta, si sono adoperati per sensibilizzare tutti i deputati degli schieramenti politici, al fine di evitare l’approvazione dell’emendamento, in considerazione del fatto che nell’UE esistono già norme rigorose ed armonizzate in materia di salute degli animali, di sicurezza alimentare e sui sottoprodotti di origine animale.

L’approvazione dell’emendamento avrebbe causato un serio danno all’economia poiché avrebbe determinato la chiusura di moltissime aziende di allevamento e commercio della selvaggina e la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro.

Un ringraziamento, quindi, a quanti hanno votato contro l’approvazione dell’emendamento.

Invito tutte quelle associazioni venatorie che aderiscono alla cabina di regia nazionale di predisporre un comunicato ufficiale su quanto accaduto al Parlamento Europeo, al fine di dare maggiore peso alle tematiche del mondo venatorio stesso.

Renato Antonucci

PRIMO PIANO: Nominati i componenti del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale

Nominati dal Governatore del Lazio Nicola Zingaretti i componenti del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale del quale fa parte anche il responsabile dell’ANUU Lazio Paolo Crocetta. Di seguito la composizione dell’organismo:

PRESIDENTE
 ONORATI Enrica, Assessore regionale all’Agricoltura, Promozione della filiera e della cultura del cibo, Ambiente e Risorse Naturali.

MEMBRI
 I dirigenti pro-tempore delle aree decentrate agricoltura di Lazio Nord, Lazio Centro, e
Lazio Sud o loro delegati;
 REA Antonio, designato dalla C.I.A. – Confederazione Italiana Agricoltori Associazione
Regionale del Lazio;
 CHIARINI Giuseppe Ferdinando, designato dalla Federazione Regionale Agricoltori del
Lazio, Confagricoltura Lazio;
 COLOGNESI Daniele, designato dalla Federazione Regionale del Lazio della Coltivatori
Diretti;
 POMPETTI Aldo, designato dalla Federcaccia Lazio;
 GIULIANELLI Rosato, designato dall’Unione Nazionale Enalcaccia Pesca e Tiro;
 GUARNIERI Alfio, designato dall’A.N.L.C. Associazione Nazionale Libera Caccia;
 SIDDERA Giancarlo, designato dall’ARCI Caccia;
 GUGLIELMI Luciano, designato dall’ITALCACCIA-ITALPESCA Associazione Italiana
della Caccia;
 CROCETTA Paolo, designato dall’A.N.U.U. Associazione dei Migratoristi Italiani per la
conservazione dell’ambiente naturale;
 CARTONI Galdino, designato dall’E.P.S. Ente Produttori Selvaggina;
 CASCIANELLI Domenico, designato dal W.W.F. Italia, sez. regionale del Lazio;
 SCACCHI Roberto, designato dalla LEGAMBIENTE LAZIO;
 ALBARELLA Giovanni, designato dalla LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli, Sez. Lazio
ONLUS;
 GRILLI Tiberio, designato dall’EKOCLUB International ONLUS;
 CIUCCI Paolo, designato dall’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”;
 DI GIANNANTONIO Gianluca, designato dall’E.N.C.I. Ente Nazionale della Cinofilia
Italiana;

SEGRETARIO
 Dirigente pro-tempore dell’Area 20 – Area Politiche di Prevenzione e Conservazione della Fauna Selvatica e Gestione delle Risorse della Pesca e dell’Acquacoltura – Direzione
Regionale Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Caccia e Pesca.

Il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale dura in carica cinque anni, non comporta oneri a carico del Bilancio regionale e non dà diritto a gettoni di presenza, rimborsi spese e/o qualsiasi altro emolumento.

PRIMO PIANO: Gestione coordinata cinghiali non più rinviabile. Così il ministro Centinaio in aula.

Per la gestione della questione cinghiali, e più in generale degli animali carnivori selvatici, “è necessario agire in maniera coordinata su tutto il territorio e impostare interventi di gestione che risultino efficaci a breve termine, ma soprattutto che consentano di stabilizzare la situazione nel lungo periodo“. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio, intervenendo ieri al question time alla Camera sull’interrogazione “Iniziative volte a modificare la legge n. 157 del 1992 al fine di implementare i poteri delle regioni in ordine ai piani di caccia finalizzati al contenimento delle specie per le quali si rendono necessarie operazioni di controllo numerico, anche con l’ausilio di operatori volontari opportunamente formati“, sottoscritta da 106 deputati della Lega.

Questo il testo integrale della risposta

Signor Presidente, onorevoli deputati, premetto che un piano per la gestione della “questione cinghiali” e più in generale degli animali carnivori è necessario e non più rinviabile. Ritengo sia giusto tutelare la fauna, ma devono esserci delle limitazioni, perché dobbiamo garantire la sicurezza delle persone nelle campagne e nei centri abitati, oltre ovviamente ai campi e ai raccolti, frutto del lavoro di chi vive ogni giorno di questo. Non possiamo più permettere che si verifichino incidenti come quello avvenuto sulla A1. Ricordo che i cinghiali sono responsabili di gran parte dei danni causati dagli animali selvatici alle produzioni agricole, e rappresentano un rischio reale di trasmissioni di epidemie di grande rilevanza e particolarmente gravi, quali la peste suina africana, che dai Paesi europei del Nord Est, proprio attraverso i cinghiali, è stata recentemente rilevata in Belgio, e rappresenta una minaccia concreta per le produzioni agroalimentari, in particolare insaccati e prosciutti, vanto del made in Italy. Il problema è da tempo all’attenzione mia personale e del Governo; infatti con gli assessori regionali abbiamo di recente condiviso un pacchetto di misure volte a rendere più incisivi gli strumenti di contrasto all’incremento della popolazione dei cinghiali.

È necessario agire in maniera coordinata su tutto il territorio e impostare interventi di gestione che risultino efficaci a breve termine, ma soprattutto che consentano la stabilizzazione della situazione nel lungo periodo. In tale direzione, in accordo con il Ministero dell’ambiente, lo scorso 16 novembre abbiamo istituito un gruppo di lavoro incaricato, fra le varie cose, di formulare proposte per l’adeguamento del quadro normativo sanzionatorio relativo ai danni da fauna selvatica. La presentazione della relazione conclusiva avverrà entro il prossimo 31 marzo.

 

In replica l’on.le  Guglielmo Golinelli, firmatario dell’interrogazione ha detto:

Presidente, ringrazio il Ministro per gli impegni presi. Per rimanere sul tema dei rischi sanitari, ricordiamo, ad esempio, anche la West Nile, che lo scorso anno ha contagiato 577 persone e provocato 42 decessi, che vede nei corvidi il principale serbatoio, o, per ripetere le sue parole, la peste suina africana, che se dovesse comparire in un solo capo suino domestico in un allevamento del nord Italia bloccherebbe l’esportazione di carne verso tutto il resto d’Europa. Ci tengo anche a fare chiarezza sulle informazioni che sono girate in questi giorni e provenienti dai soliti animalisti da salotto: l’aumento spropositato della fauna selvatica non è dovuto all’avidità dell’uomo, ma al fatto che in quarant’anni abbiamo perso il 60 per cento dei cacciatori, che attualmente hanno un’età media di sessantacinque anni; al fatto che si sono spopolate le zone rurali più marginali e che, con i cambiamenti climatici, i cinghiali arrivano ad avere un incremento utile annuo del 180 per cento e c’è un tasso maggiore di sopravvivenza delle specie selvatiche.

Ritengo che a fronte di questi avvenimenti sia necessario, come detto da lei, ammodernare la legge n. 157 del 1992 e non parlare più di protezione della fauna selvatica ma di gestione della fauna selvatica. Il primo problema è relativo alla questione dei piani di controllo; dobbiamo inserire la figura del cacciatore abilitato e volontario nell’effettuazione dei piani di controllo, in quanto le guardie provinciali non sono più in grado di sostenere questa domanda. È necessario anche rafforzare e velocizzare l’iter per la concessione delle deroghe venatorie per i periodi cacciabili e, a mio avviso, anche introdurre una norma per la commercializzazione della carne di selvaggina, in modo da creare reddito e da tracciare questa verso i nostri consumatori.

PRIMO PIANO: L’ATC FR1 rinnova le cariche sociali

Si è tenuta a Frosinone l’assemblea generale per il rinnovo delle cariche sociali del direttivo Atc Fr1. Al termine delle votazioni sono stati eletti per gli agricoltori Antonucci, Ciotoli, Scenna, primi non eletti Taglienti e Crecco. Tra i cacciatori desinati Graziani, Pirazzi e Cori, per gli Enti Locali Belli e Pedrozzi mentre per gli ambientalisti eletti Vitale e Crispi. Il direttivo verrà riconvocato per eleggere il presidente, il suo vice ed il segretario. Tra i componenti c’è anche il rappresentante il tesserato ANUU Renato Antonucci che avanzato alcune proposte durante il suo intervento: “Siamo attenti alle varie tematiche sia agricole ambientali che venatorie e pronti a portare il fattivo contributo a quel tavolo provinciale tante volte richiesto ma mai organizzato. Occorre superare il nervosismo che regna soprattutto fra le squadre di caccia al cinghiale, per l’approssimazione con la quale sono stati affrontati i problemi legati a quella categoria. Troppo spesso alcune di esse sono state costrette oltre che a presentare ricorsi ai veri livelli istituzionali, addirittura in alcuni casi a servirsi di alcuni avvocati per vedersi riconosciuti i lori diritti. Non possiamo a questo punto non sottolineare che nella vicina Abruzzo la caccia è consentita sia ai residenti che ai possessori del tesserino venatorio mentre nell’Area Pre-Parco Molisana è consentita ai soli residenti, creando così forti tensioni all’interno di una intera categoria”. Da parte del rappresentante di Anuu e agricoltori arriva un’altra proposta: “La costituzione delle varie commissioni inerenti le diverse materie, con alla Presidenza un membro del direttivo, ma con la maggioranza da assegnare ai membri dell’assemblea non presenti nel direttivo stesso e con poteri pieni e non solo consultivi, in modo da creare una corretta armoniosa gestione democratica, così da sopperire al mancato suggerimento non accolto da parte Regionale circa la composizione del direttivo stesso 13 + 1 (ADA REGIONALE) dando così modo a tutte le Associazioni di aver la giusta rappresentanza. Ho concluso insistendo su due punti: quello di tornare sin da subito ad occupare come è stato nei primi anni di gestione i locali pubblici, per poter impegnare quelle risorse importanti in primo luogo nella diminuzione della tassa pagata agli A.T.C,  stabilire di acquistare la selvaggina da allevatori presenti sia in ambito Provinciale che Regionale, ovviamente in regola e nel rispetto di tutte le normative vigenti, in modo da contribuire a dare quel respiro economico a quelle strutture tanto necessario per permettere loto addirittura di non cessare l’attività”.

PRIMO PIANO: Il Consiglio di Stato blocca la caccia nel versante laziale della zona pre-parco. L’Anuu pronta a sostenere i propri tesserati

Chiusura totale dell’attività venatoria nell’area pre-parco del versante laziale. E’ quanto deciso dal Consiglio di Stato che ha condannato la Regione Lazio chiedendo di riesaminare la situazione e di adottare le misure più adeguate a tutela dell’orso bruno marsicano nelle aree critiche “Monti del Cicolano”, “Monti Ernici”, “Area adiacente al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise” e nelle zone speciali di conservazione (ZSC). Una decisione che scontenta i cacciatori e l’Anuu Lazio perchè oltre al grave danno economico arrecato a tutte le attività commerciali della Valle di Comino, agriturismi trattorie ristoranti ecc. e la mancata vendita di prodotti tipici locali, vi è ora anche la gravissima disparità di trattamento fra tutti i cacciatori residenti nelle varie aree pre-parco: nel Lazio chiusura totale dell’attività venatoria, nel Molise caccia consentita ai residenti area pre-parco. In Abruzzo consentita oltre ai residenti dell’area pre-parco anche a tutti i possessori dei tesserini venatori. L’ Anuu Lazio è pronta ad assistere tutti i cacciatori residenti nell’area pre-parco versante laziale che intendono legittimamente chiedere, attraverso i legali, il rimborso delle tasse venatorie pagate.

Clicca per il dettaglio della sentenza