Controllo faunistico, la Corte Costituzionale riconosce l’utilità pubblica della figura del cacciatore

La giurisprudenza riconosce, anche a livello costituzionale, l’importanza del ruolo del cacciatore nel corso dell’intero arco dell’anno. E a farlo è addirittura la Corte Costituzionale, chiamata a decidere in merito al ricorso sulla costituzionalità della legge regionale toscana numero 3 del 12 gennaio 1994, con la quale la Regione aveva recepito la legge quadro nazionale sulla caccia 157/92. In particolare, la Corte era chiamata a esaminare il ricorso del WWF e di altre sigle anticaccia in merito alla costituzionalità della legge regionale nella parte in cui estende l’elenco dei soggetti abilitati a effettuare le operazioni di controllo delle popolazioni di cinghiale rispetto a quelli previsti dall’articolo 19, comma 2, della legge quadro.
Con la sentenza 21 del 14 gennaio scorso, la Corte Costituzionale ha stabilito che in materia di controllo faunistico la figura del cacciatore presenta “elementi di qualificazione pubblicistica”, vale a dire di pubblica utilità. Pertanto, pur trattandosi di “soggetti ulteriori, rispetto a quelli elencati dalla norma statale” da adibire al controllo faunistico delle specie problematiche, in questo contesto i cacciatori non possono essere identificati semplicemente come tali, quanto piuttosto come operatori faunistici che svolgono la propria attività per la tutela dell’ambiente, della fauna e delle produzioni agricole, peraltro abilitati con tanto di specifica formazione e coordinati dal corpo di polizia provinciale.
Del resto – riporta la Corte Costituzionale nella sua sentenza – lo stesso Ispra, e prima ancora l’Infs, hanno riconosciuto con realismo che per realizzare i piani di controllo non è quasi mai sufficiente la disponibilità dei pubblici ufficiali individuati dalla legge statale, di fatto aprendo al mondo venatorio per la corretta gestione dei territori. A voler guardare il problema senza steccati ideologici, è palese ormai come le aree protette, che pure aumentano di numero ed estensione ogni anno, non riescano più a gestire l’ordinaria amministrazione in materia di gestione faunistica. Quest’ultima ha ormai assunto i connotati dell’emergenza, per far fronte alla quale il personale dei parchi e delle varie Province non è minimamente sufficiente. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: caprioli in autostrada, cinghiali in città, biodiversità in profonda sofferenza, incidenti stradali e ingenti danni alle colture agricole. Ecco perché, a maggior ragione, appare indispensabile l’urgenza di trovare il giusto percorso affinché ciascuno, tra i portatori di interesse in materia faunistica, agricola e ambientale possa svolgere il proprio ruolo in piena dignità e con il rispetto delle altre categorie. Ora che l’utilità pubblica del cacciatore, a patto che sia formato e consapevole, è stata riconosciuta dalla Corte Costituzionale, ci si augura che questo percorso diventi più agile e rapido.

Per la prima volta nella Regione Lazio la preapertura non si farà

Questo è il risultato di una politica “scellerata” dell’attuale assessore che NON HA MAI ascoltato il mondo venatorio nonostante da tempo abbiamo chiesto tavoli di confronto proprio per ovviare a tutto questo ed arrivare a scelte condivise.

Una regione virtuosa come le Marche ha messo in preapertura il colombaccio, l’alzavola, il germano reale, la marzaiola e la quaglia e nonostante il ricorso fatto dai soliti noti, il Tar lo ha respinto sospendendo solo la caccia il preapertura alla specie tortora e mantenendo tutto il resto.

Del resto la Regione Marche ed altre regioni hanno dimostrato una diversa sensibilità politica nei confronti del mondo venatorio al contrario della regione Lazio dove i cacciatori vengono sempre considerati e additati nel peggiore dei modi

Quindi con dialogo e buon senso si poteva arrivare ad un decreto “dignitoso” invece i nostri politici hanno sempre ben altro a cui pensare ricordandosi dei cacciatori solo per usarli come bancomat per le casse della regione o per chiedere voti in prossimità delle elezioni.

L’assessore, contrariamente a quanto richiesto dal mondo venatorio, ha provato a pubblicare un decreto di cui si dovrebbe vergognare all’infinito proponendo la caccia in preapertura solo della specie cornacchia e gazza pensando che tanto bastasse a dare il “contentino” e mettere tutti a tacere.

Ribadiamo quanto già chiesto al Presidente Zingaretti… assessore Onorati, questo ruolo non fa per lei SI DIMETTA al più presto … meritiamo rispetto…. molto più di quanto ce ne ha concesso finora!

I PRESIDENTI REGIONALI DI:

F.I.D.C. – Aldo Pompetti

A.N.L.C.- Alfio Guarnieri

ENALCACCIA – Sergio Marsella

ITALCACCIA – Vincenzo Ricci

ANUU MIGRATORISTI – Paolo Crocetta

Richiesta riduzione tasse concessioni regionali

Le scriventi Associazioni Venatorie Regionali,

premesso che

in data 03.11.2020, con il DPCM contenente le nuove misure per fronteggiare la “seconda ondata” dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 in Italia, il territorio nazionale è stato suddiviso in aree di rischio (alto, intermedio, basso);

nelle Regioni a rischio alto e intermedio, c.d. rispettivamente “zona rossa” e “zona arancione”, è stato vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza , domicilio o abitazione, salvo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute;

le suddette  misure sono state riconfermate senza soluzione di continuità con DPCM 03.12.2020 e DPCM 14.01.2021;

considerato che

i provvedimenti adottati dall’esecutivo per fronteggiare l’emergenza sanitaria hanno di fatto impedito o comunque molto limitato l’esercizio dell’attività venatoria da parte dei cacciatori che hanno provveduto al regolare pagamento delle tasse per le concessioni governative e regionali all’esercizio venatorio per l’intera stagione 2020/2021;

dette tasse hanno natura corrispettiva in quanto solo a fronte del loro versamento la P.A. consente agli interessati di poter svolgere l’attività venatoria;

l’importo di dette tasse è commisurato ai periodi di caccia stagionali stabiliti dalla legge n. 157/92 e dalla legge regionale 17/95, come annualmente determinati dai rispettivi calendari venatori;

la sospensione dell’attività venatoria, a seguito delle misure anti-Covid richiamate, adottate successivamente al versamento delle tasse in oggetto, ha determinato l’impossibilità di esercitare le attività per le quali tali tasse sono state corrisposte;

a fronte di tale impossibilità sopravvenuta si impone la rinegoziazione dei tributi concessori;

in base a quanto sopra , alcune Regioni come la Sicilia sono già intervenute sul tema prevvedendo un ristoro per i cacciatori che hanno pagato le tasse previste senza poter esercitare la propria attività, con la riduzione del 50% della tassa di concessione regionale per il 2021/2022 ,

tutto ciò premesso, considerato e rilevato;

si richiede

in ipotesi, la riduzione in compensazione della suddetta tassa per la stagione venatoria 2021/2022, proporzionalmente calcolata tenendo conto del numero di giorni in cui la stagione venatoria 2020/2021 è stata interrotta.

Certi di un vostro attento esame di quanto richiesto, le scriventi associazioni ribadiscono la propria disponibilità ad ogni forma di confronto e di collaborazione

Roma,04.05.2021

FEDERCACCIA LAZIO

LIBERACACCIA LAZIO

ANUU LAZIO

ENALCACCIA LAZIO

ARCICACCIA LAZIO

ITALCACCIA LAZIO

L’Agenzia Ambientale UE conferma l’impatto minimo della caccia per specie e ambiente

Con un comunicato ufficiale, pubblicato in data 17 febbraio 2021 – ripreso anche da FACE – l’Agenzia ambientale europea ha evidenziato come la caccia a livello Europeo rappresenti solamente lo 0,66% di tutte le pressioni di alto livello segnalate. I dati sono accessibili nel rapporto EU State of Nature.
Non solo i dati esposti evidenziano che la pressione venatoria nei confronti della fauna e degli habitat é bassissima, ma vengono messe in discussione le stesse conclusioni della Commissione europea, contraria al prelievo di alcune specie di uccelli, per i quali la pressione esercitata si attesta a solo il 2,58%.
Per le specie ornitiche cacciabili questa percentuale si alza a solo il 6,67%. Tra queste compaiono specie con uno stato di popolazione stabile o in incremento, come nel caso dell’oca selvatica e del cormorano.
L’agricoltura, lo sviluppo, la perdita di habitat idonei a causa dell’espansione forestale e l’inquinamento, rappresentano insieme le maggiori criticità rilevate.

Aumento massimali assicurativi, l’intervento dalla Cabina di Regia

Il mondo venatorio rappresentato dalle Associazioni Riconosciute (Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina) e dal CNCN-Comitato Nazionale Caccia e Natura, ha preso atto del Decreto Ministeriale 23.12.2020 del Ministero delle Politiche Agricole, che ha stabilito un aumento dei massimali delle polizze assicurative per i danni derivanti dall’uso delle armi.

Innanzi tutto ci preme rassicurare tutti i cacciatori che possono continuare a praticare l’attività venatoria senza alcun problema. Inoltre, dato che l’aumento dei massimali potrà produrre degli aumenti anche consistenti sui premi delle polizze sottoscritte, le singole Associazioni Venatorie Nazionali Riconosciute, in questi giorni, stanno interagendo con le proprie compagnie assicuratrici per trattare su costi, tempi e modalità di integrazioni delle polizze in essere.
La cabina di regia è inoltre attivamente impegnata per un’azione in sede politica e di governo per evidenziare alle Istituzioni le incongruità e i gravi effetti determinati dalla citata norma e per proporre un tempestivo e adeguato emendamento tendente quantomeno al differimento temporale della sua entrata in vigore e alla elisione di ogni immediato effetto negativo.

Stagione venatoria, Cabina di Regia: diminuiscono incidenti e vittime

Le associazioni venatorie riconosciute (Federcaccia, Enalcaccia, ANLC, Arcicaccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, EPS) e il CNCN – Comitato Nazionale caccia e Natura, riunite nella Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio, confermano la necessità di proseguire con costante impegno l’attività di sensibilizzazione sui temi della sicurezza nella pratica della caccia, nonostante i risultati apparentemente incoraggianti emersi dalla ricerca annuale dell’Università degli Studi di Urbino sul trend degli incidenti conseguenti alla pratica venatoria.
 
Dallo studio svolto dall’Università di Urbino, infatti, i decessi sono passati da 18 nel 2017, a 15 sia nel 2018 che nel 2019, e a 12 nel 2020. Analogamente, anche il numero di feriti si è ridotto passando da 66 nel 2017, 62 nel 2018, 60 nel 2019, per poi scendere a 48 nel 2020.
 
Tuttavia, considerando che il numero di giornate di caccia autorizzate nel 2020 è stato inferiore rispetto agli anni precedenti a causa delle restrizioni legate al Covid-19, il confronto dei relativi dati pur significativo non deve far abbassare la guardia.
 
Il numero dei decessi e degli infortuni deve tendere a un “obiettivo zero” che le associazioni venatorie perseguono con determinazione.
 
Continueranno quindi con ancor maggior impegno le campagne informative di sensibilizzazione su larga scala al fine di mantenere alta nei praticanti la consapevolezza dell’importanza di comportamenti prudenti e informati da adottare non soltanto al momento dell’esercizio della pratica venatoria ma anche nelle fasi preparatorie, allo scopo garantire la massima tutela dell’incolumità propria e altrui e dell’ambiente in cui la medesima si svolge.
 
È un ulteriore esempio di come la caccia si sia saputa negli anni attualizzare, focalizzando concretamente l’attenzione su temi fondamentali come quelli della sostenibilità e della sicurezza, che rappresentano i presidi da rispettare per raggiungere al più presto l’”obiettivo zero” incidenti.

Pesca, Regione Lazio: proroga riconsegna tesserini segna catture

Visto il protrarsi dell’emergenza sanitaria – onde evitare affollamenti negli uffici pubblici – la Giunta della Regione Lazio ha deliberato la proroga della riconsegna dei tesserini segna catture della stagione 2019-2020 al 30 novembre 2021 e di consentire ai pescatori di pesca sportiva o ricreativa dilettantistica l’utilizzo del tesserino segna catture della stagione 2019-2020 anche per la stagione 2020-2021, e comunque fino al 31 ottobre 2021, qualora siano disponibili spazi per l’annotazione e fermo restando il diritto di richiedere in ogni momento il nuovo tesserino.
Tutti i dettagli su regione.lazio.it, canale agricoltura.
Lo comunica in una nota l’Assessorato Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio.

Richiesta di misure urgenti per la gestione della fauna in conseguenza delle norme anti-Covid


Le scriventi Associazioni chiedono che sia consentito lo spostamento al di fuori dei confini del Comune di residenza per le attività di seguito elencate:
a) Per le attività di controllo della fauna selvatica, secondo i tempi e le modalità approvate dalla Regione;
b) Parimenti, per le attività relative alla caccia di selezione;
c) Per l’esercizio dell’attività venatoria nell’ATC che ricomprende il Comune di residenza anagrafica e per gli iscritti come residenza venatoria nel medesimo ATC Laziale, anche per le forme di caccia collettive (braccata – girata) che obbligatoriamente possono svolgersi al raggiungimento del numero minimo di presenze;
d) Per l’esercizio in Aziende Faunistico Venatorie e Aziende Agroturistico Venatorie, in quanto cacciatori autorizzati dal concessionario;
e) Per le attività connesse e complementari, quali il recupero cani, recupero ungulati feriti, trasporto e trattamento carcasse, monitoraggio fauna in generale e in specie beccaccia, addestramento cani in ZAC.
Quanto sopra evidentemente è limitato ai soli residenti anagraficamente nella Regione Lazio, con esclusione di eventuali accordi di reciprocità venatoria.
Il tutto dovrà avvenire nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e con l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

A corredo di quanto sopra richiesto ci permettiamo di sottoporre alle Autorità in indirizzo le seguenti considerazioni:
1) L’attività venatoria in quanto tale non è sospesa. Peraltro già dalla documentazione attingibile dal sito INAIL, la caccia risulta classificata a basso impatto sul rischio epidemico, così come per le attività agricole e di coltivazione orti, pesca, raccolta funghi, escursionismo (purché nel rispetto delle suddette norme di distanziamento e di protezione). Nell’ambito di dette considerazioni, va ovviamente ricompresa la citata attuazione dei piani di controllo (anche se come noto non costituiscono attività venatoria);
2) Ciò premesso per quanto attiene alla bassa pericolosità delle attività citate, torna utile soffermarsi sull’attuale quadro normativo di riferimento. Soppressa la competenza delle Province in materia, l’unico perimetro amministrativo (sia gestionale che territoriale) è costituito dagli ATC. Entro il perimetro degli stessi, il legislatore ha voluto fissare l’obiettivo di equilibrio tra le esigenze faunistico ambientali e quelle del prelievo venatorio. In tale contesto si colloca la gestione di specie problematiche, causa di danni all’agricoltura, e spesso (come nel caso della specie cinghiale e di altri ungulati) di sinistri stradali;
3) Oltre nel non apparire congruente, col quadro tecnico – normativo predetto,
l’indicazione della caccia secondo il perimetro del Comune di residenza può essere fonte di squilibri faunistici derivanti da anomale pressioni venatorie da un lato, dall’altro può fungere da impedimento nel raggiungimento di obiettivi come fissati dagli atti regionali di programmazione (vedasi l’attuale Disciplina di caccia al cinghiale). Ciò detto le scriventi Associazioni, nel rinnovare la propria disponibilità alla collaborazione con le istituzioni, sulla scorta di provvedimenti analoghi emanati anche da Regioni limitrofe, attendono l’emanazione tempestiva di disposizioni regionale che, dando le dovute certezze, consentano il giusto equilibrio tra le esigenze ambientali, agricole, faunistico venatorie, e quelle economico – sociali, già fortemente colpite dalla pandemia in corso.
Fiduciosi che la presente venga favorevolmente accolta, porgiamo distinti saluti.


FEDERCACCIA LAZIO
LIBERA CACCIA LAZIO
ARCICACCIA LAZIO
ANUU LAZIO
ITALCACCIA LAZIO
ENALCACCIA LAZIO
COLDIRETTI LAZIO
CIA LAZIO
CONFAGRICOLTURA LAZIO