Aumento massimali assicurativi, l’intervento dalla Cabina di Regia

Il mondo venatorio rappresentato dalle Associazioni Riconosciute (Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina) e dal CNCN-Comitato Nazionale Caccia e Natura, ha preso atto del Decreto Ministeriale 23.12.2020 del Ministero delle Politiche Agricole, che ha stabilito un aumento dei massimali delle polizze assicurative per i danni derivanti dall’uso delle armi.

Innanzi tutto ci preme rassicurare tutti i cacciatori che possono continuare a praticare l’attività venatoria senza alcun problema. Inoltre, dato che l’aumento dei massimali potrà produrre degli aumenti anche consistenti sui premi delle polizze sottoscritte, le singole Associazioni Venatorie Nazionali Riconosciute, in questi giorni, stanno interagendo con le proprie compagnie assicuratrici per trattare su costi, tempi e modalità di integrazioni delle polizze in essere.
La cabina di regia è inoltre attivamente impegnata per un’azione in sede politica e di governo per evidenziare alle Istituzioni le incongruità e i gravi effetti determinati dalla citata norma e per proporre un tempestivo e adeguato emendamento tendente quantomeno al differimento temporale della sua entrata in vigore e alla elisione di ogni immediato effetto negativo.

Cacciatore ed ambiente, un binomio vincente

di RENATO ANTONUCCI

Dopo aver letto attentamente il resoconto stenografico della seduta del Consiglio Regionale del 20 Febbraio 2020, desidero ringraziare sentitamente, sia nella veste di socio ANUU che come rappresentante di Confagricoltura Frosinone – per quest’ultima Associazione come membro del Direttivo dell’ATC FR 1 – i Consiglieri Regionali che sono intervenuti a difesa dell’esistenza e del rispetto del Cittadino-Cacciatore.

I cacciatori sono un prezioso supporto all’equilibrio floro-faunistico e più ampiamente ambientale; essi sono una preziosa “sentinella” del territorio.

Basta, quindi, ascoltare o leggere gli interventi di chi vuole farci passare come distruttori della selvaggina e persino responsabili della diminuzione dell’Orso Bruno Marsicano. L’Orso che scende a valle, non lo fa certamente per gioco o per guardare da vicino lo scorrazzare delle macchine; bensì per cibarsi non potendo sfamarsi in quelle zone di altura, che è il suo ambiente naturale.

Allora perché i politici a tutti i livelli, gli Enti interessati non cominciano a pensare a mettere in atto un piano di interventi idoneo a fermare nei luoghi dove questo splendido “Plantigrado” vuole, e ripeto vuole, continuare a scorazzare insieme ai propri cuccioli e fare in modo che possano trovare lì il proprio cibo (mele, pere, cotogne, grano ed altro)?

E’ quanto richiesto svariate volte dagli esperti faunistici della Wilderness (della quale sono socio da moltissimi anni) da sempre in prima fila a difesa della sopravvivenza e del rispetto dell’Orso Marsicano.

Mi permetto di suggerire al riguardo che “si possono creare delle cooperative di giovani agricoltori, pastori e allevatori per trasportare, con i muli attrezzati con appositi contenitori, quintali di frutta e verdure di scarto prelevate nelle strutture di grande smercio (come da es. il M.O.F. di Fondi) e depositarle nei luoghi di alta montagna dove sia l’Orso che altri mammiferi potrebbero cibarsi.

Sicuramente, anche se in parte, si risolverebbe il problema della discesa a valle per fame evitando così la loro e la nostra incolumità.

Non ne parla più nessuno.

La massiccia presenza in soprannumero di cinghiali, oltre a creare milioni di euro di danni all’agricoltura e all’ambiente, sono causa di gravissimi incidenti stradali, con feriti e purtroppo morti di uomini, donne e bambini.

Tutte le Istituzioni interessate, coordinate dai Prefetti e dai Sindaci, solo con il preziosissimo supporto di esperti cacciatori-selettori, e da tiratori scelti delle Forze dell’Ordine, potranno riportare il numero degli ungulati, a quello indicato nel Piano Faunistico Venatorio che la Regione Lazio deve apprestarsi ad approvare, al posto del precedente, in vigore ormai da troppo tempo.

Quindi, la carne ricavata dalle battute:

  • una parte può essere donata alle Associazioni di accoglienza;
  • una parte ai partecipanti alle battute di caccia;
  • la rimanente venduta a ristoranti e agriturismi ed il ricavato utilizzato, per esempio, per interventi di miglioramenti ambientali.

Come Anuu ringraziamo tutte quelle forze politiche regionali che oltre ad accogliere alcune delle nostre proposte (la semplificazione per chi effettua la raccolta dei funghi, l’utilizzo per la caccia da appostamento degli uccelli acquatici come richiami vivi, dei derivati domestici del germano reale e del piccione selvatico, nonché del piccione torraiolo per la caccia da appostamento) adesso vorranno sostenere anche queste istanze.