Richiesta riduzione tasse concessioni regionali

Le scriventi Associazioni Venatorie Regionali,

premesso che

in data 03.11.2020, con il DPCM contenente le nuove misure per fronteggiare la “seconda ondata” dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 in Italia, il territorio nazionale è stato suddiviso in aree di rischio (alto, intermedio, basso);

nelle Regioni a rischio alto e intermedio, c.d. rispettivamente “zona rossa” e “zona arancione”, è stato vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza , domicilio o abitazione, salvo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute;

le suddette  misure sono state riconfermate senza soluzione di continuità con DPCM 03.12.2020 e DPCM 14.01.2021;

considerato che

i provvedimenti adottati dall’esecutivo per fronteggiare l’emergenza sanitaria hanno di fatto impedito o comunque molto limitato l’esercizio dell’attività venatoria da parte dei cacciatori che hanno provveduto al regolare pagamento delle tasse per le concessioni governative e regionali all’esercizio venatorio per l’intera stagione 2020/2021;

dette tasse hanno natura corrispettiva in quanto solo a fronte del loro versamento la P.A. consente agli interessati di poter svolgere l’attività venatoria;

l’importo di dette tasse è commisurato ai periodi di caccia stagionali stabiliti dalla legge n. 157/92 e dalla legge regionale 17/95, come annualmente determinati dai rispettivi calendari venatori;

la sospensione dell’attività venatoria, a seguito delle misure anti-Covid richiamate, adottate successivamente al versamento delle tasse in oggetto, ha determinato l’impossibilità di esercitare le attività per le quali tali tasse sono state corrisposte;

a fronte di tale impossibilità sopravvenuta si impone la rinegoziazione dei tributi concessori;

in base a quanto sopra , alcune Regioni come la Sicilia sono già intervenute sul tema prevvedendo un ristoro per i cacciatori che hanno pagato le tasse previste senza poter esercitare la propria attività, con la riduzione del 50% della tassa di concessione regionale per il 2021/2022 ,

tutto ciò premesso, considerato e rilevato;

si richiede

in ipotesi, la riduzione in compensazione della suddetta tassa per la stagione venatoria 2021/2022, proporzionalmente calcolata tenendo conto del numero di giorni in cui la stagione venatoria 2020/2021 è stata interrotta.

Certi di un vostro attento esame di quanto richiesto, le scriventi associazioni ribadiscono la propria disponibilità ad ogni forma di confronto e di collaborazione

Roma,04.05.2021

FEDERCACCIA LAZIO

LIBERACACCIA LAZIO

ANUU LAZIO

ENALCACCIA LAZIO

ARCICACCIA LAZIO

ITALCACCIA LAZIO

Cabina regia mondo venatorio: “Far ripartire attività e attenzione ai danni alle coltivazioni!”

Le associazioni venatorie riconosciute e il CNCN chiedono attenzione alle Istituzioni sui danni alle coltivazioni da parte della fauna selvatica e auspicano un potenziamento delle sinergie con il mondo agricolo in tema di contenimento faunistico e gestione del territorio.
La cabina di regia del mondo venatorio, in rappresentanza dei cacciatori italiani, conferma il proprio impegno nel rafforzare il dialogo con le istituzioni affinché le attività legate al settore della caccia, in particolare quelle relative al contenimento della fauna selvatica per la tutela dei campi agricoli, possano ripartire nel corso dell’attuale fase 2.
Gli interventi gestionali sulla fauna rappresentano un tassello essenziale per la tutela del settore agricolo, permettendo agli agricoltori di svolgere il proprio lavoro in sicurezza e nelle migliori condizioni: la caccia, infatti, svolge una funzione fondamentale nel regolare gli equilibri nei confronti della fauna selvatica che, se non controllata, arreca danni ingenti alle coltivazioni agricole.
Il sistema venatorio è impegnato in questo contesto a potenziare le sinergie già in atto col mondo agricolo in tema di gestione, sviluppo e tutela del territorio, contribuendo così a garantire al settore primario una crescita sostenibile e a tutti il sufficiente approvvigionamento alimentare.
La pratica della caccia e le attività ad essa correlate, inoltre, non comportano rischi legati ad un potenziale contagio da Coronavirus. L’emergenza sanitaria legata al coronavirus, al pari di quello che sta avvenendo in altri settori, sta segnando profondamente il tessuto sociale economico e produttivo che ruota intorno a diversi sistemi economici, incluso quello della caccia, con potenziali gravi conseguenze sul settore agricolo.
Dopo aver raggiunto il picco dell’emergenza, siamo entrati nella fase 2, che auspichiamo possa permettere alle piccole e medie imprese, di cui è permeato il territorio italiano, di riprendere ad operare, salvaguardando le produzioni essenziali e continuando a garantire posti di lavoro. Di queste fanno parte anche tutte le realtà che operano nell’indotto venatorio, il cui giro di affari ricordiamo ammonta a quasi 8 miliardi di euro, ovvero allo 0,44 del PIL, coinvolgendo quasi 90.000 addetti.
Il distanziamento sociale e l’utilizzo delle mascherine diverranno pratiche obbligatorie nell’esercizio di qualsiasi tipo di attività nelle prossime settimane; il mondo venatorio è pronto ad affrontare questa sfida, a ripartire seguendo tutte le precauzioni del caso e facendosi portatore di un grande senso di responsabilità, che già caratterizza questo settore e le persone che ne fanno parte come quotidianamente dimostrato anche in questi giorni di piena emergenza. Uniti ce la faremo!
Componenti della cabina di regia del mondo venatorio:
Federcaccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina, CNCN (Comitato Nazionale Caccia Natura).